29 marzo 2020

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18.02.2020

PALAZZO LOGGIA OMAGGIA SEVERINO

Palazzo Loggia ricorderà oggi la figura del filosofo dell’eternoEmanuele Severino: bresciano, avrebbe compiuto 91 anni fra 8 giorni
Palazzo Loggia ricorderà oggi la figura del filosofo dell’eternoEmanuele Severino: bresciano, avrebbe compiuto 91 anni fra 8 giorni

Si ritroveranno tutti, oggi, per lui. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Succedeva quand’era vivo, succede ora e questo certo farebbe sorridere Emanuele Severino. Il filosofo che non temeva la morte, che la considerava indissolubilmente legata alla vita, sinonimo di naturale e come tale l’affrontava. Severino non era, è. La sua crucialità, per il mondo culturale bresciano come italiano come mondiale, sarà celebrata oggi a Palazzo Loggia: è fissato alle 16.30 l’appuntamento con il «Trigesimo in ricordo del professor Emanuele Severino». L’INCONTRO, organizzato da Ases e Comune di Brescia, si annuncia notevolmente partecipato a livelli istituzionali. Non mancheranno, nelle sale municipali della piazza che è il cuore della città, Emilio Del Bono (sindaco di Brescia), Ines Testoni (presidente dell’Associazione di Studi Emanuele Severino), Anna Severino (vicepresidente di Ases) e Claudio Bragaglio (nel direttivo dell’Ases). Saranno con loro per ricordare degnamente il maggior filosofo italiano del Novecento Franco Anelli (rettore dell’Università Cattolica di Milano), Gian Mario Bandera (direttore del Centro Teatrale Bresciano), Ilario Bertoletti (direttore di Editrice Morcelliana), Roberto Calasso (direttore della casa editrice Adelphi), Paolo Corsini (senatore, ex sindaco, storico), Giulio Goggi (vicepresidente Ases), Michele Lenoci (professore dell’Università Cattolica) e Maurizio Tira (rettore dell’Università Statale di Brescia). Nel 2019 il filosofo dell’eterno ha festeggiato il novantesimo anno di vita da «Personaggio bresciano dell’anno» (così l’aveva premiato il Museo Nazionale della Fotografia) con l’ultima pubblicazione della carriera («Testimoniando il destino», per Adelphi), la rilettura dell’Orestea (da lui tradotta negli anni ’80) e un congresso all’auditorium San Barnaba che ricordava come anche Heidegger avesse studiato Severino. Con lui all’inizio del 2020, un mese fa, «è morta la filosofia. Punto e a capo», ha detto affranto il suo collega ed ex allievo Umberto Galimberti, sessant’anni di amicizia e frequentazione. «Era Severino l’ultimo filosofo. Oggi in questo campo del sapere si fa sociologia, psicologia e tanto altro. Puoi anche laurearti in filosofia senza aver letto Platone. Emanuele non accettava parole a vanvera e vaniloqui. Oggi invece viviamo di dettati ipnotici, di frasi a effetto. Al contrario, Severino era convinto che la verità andasse trovata con argomenti fondati». Un motivo più per ricordarlo degnamente oggi. E riapprofondirlo in futuro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Paolo Laffranchi
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