04 dicembre 2020

Cultura

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28.02.2020 Tags: Personaggi

PARANOIA DA VIRUS? LA RICETTA DI OMAR

Omar Pedrini:  l’emergenza Coronavirus come opportunità per fare le cose che non si riescono più a fareLe strade di Milano deserte fotografate da Omar Pedrini
Omar Pedrini: l’emergenza Coronavirus come opportunità per fare le cose che non si riescono più a fareLe strade di Milano deserte fotografate da Omar Pedrini

Poesia, musica, un bicchiere di buon vino bresciano, magari anche «du spaghi»: quale miglior antidoto per combattere l’ansia da Coronavirus? La «ricetta» è stata suggerita ieri da Omar Pedrini in un lungo post su Facebook in diretta dal suo appartamento di Milano. «Le serate sono state tutte annullate, la città è semideserta, la mia bambina è dai nonni con la mamma, e io mi trovo a casa in solitaria - scrive lo Zio Rock - Sono un soggetto ad alto rischio a causa del mio cuore già provato, quindi mi hanno consigliato di stare in casa per la maggior parte della giornata. Esco magari per un caffè, per fare un po’ di provviste e attendo che la situazione si calmi. È un po’ come essere in «Sole Spento»: qui aspetterò, io aspetterò. Nessuna psicosi da parte mia: ma che impressione vedere Milano con queste strade come a Ferragosto, gente con le mascherine e tutti che ti guardano con sospetto». Eppure anche in questa situazione irreale un vero Guerriero non può far altro che cercare dei risvolti positivi. «DOPO IL PRIMO giorno di straniamento ho capito che forse in fondo tutto questo disagio rappresenta anche un’opportunità per tutti noi: gli appuntamenti di lavoro e la vita mondana sono azzerati, per cui mi sono preso il tempo di riprendere i tanti regali ricevuti dai miei fan dopo gli ultimi concerti. Dischi, libri, belle bottiglie della terra: mi è venuta voglia di leggere, di gustare un goccio di buon vino, di mangiare un boccone, di farmi due spaghi. L’occasione per ricordarmi di quanto sia meraviglioso e generoso il mio pubblico». Insomma, confessa Omar, questa «quarantena» generale diventa anche l’occasione «per leggere e ascoltare musica come ormai non riesco più a fare da tanto tempo». Il tutto senza perdere comunque di vista l’attualità e i problemi che questa situazione sta provocando a tanti italiani. «VOGLIO ESPRIMERE davvero tutta la mia vicinanza agli amici, fan e non, abitanti e cittadini della zona rossa, state dimostrando grande forza, siete un esempio. Mi vengono in mente il concerto di tre anni fa a Codogno, in piazza, quello dei Timoria a Lodi nell’89 come spalla ai Litfiba, le tante esibizioni nei locali della zona di Casalpusterlengo, San Colombano, Piacenza, con le tante belle cantine vinicole di quelle zone che purtroppo oggi soffrono. Voglio dire grazie anche al personale ospedaliero tutto, dai primari agli infermieri, dalle autoambulanze agli impiegati: siete una forza». Ma nella sua lunga lettera aperta Omar si toglie anche un sassolino dalla scarpa. «MI INFASTIDISCE sentire alcuni nostri politici rassicurare gli italiani dicendo che il virus colpisce gravemente solo anziani e persone già in cura da precedenti malattie: mi addolora pensare ai nostri nonni, a chi ha più di 70-75 anni e magari ha paura di uscire anche a comprare il pane o il latte e spera magari in un vicino gentile che vada a far due spese per lui. Quel vicino potrebbe essere uno di voi: possiamo fare tutti un grande gesto con poco sforzo. Non scordiamo mai che gli anziani sono la nostra memoria storica, la nostra saggezza, una risorsa importante». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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