18 luglio 2019

Cultura

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22.02.2019

Per i 100 anni di Ferlinghetti Pescara vola a San Francisco

Ritratto di Walter Pescara e Lawrence Ferlinghetti a Genova nel 2002: una fotografia di Francesco Conz
Ritratto di Walter Pescara e Lawrence Ferlinghetti a Genova nel 2002: una fotografia di Francesco Conz

Il primo viaggio in terra bresciana del «lost boy» coltissimo Ferlinghetti nasce a margine dell’amicizia con Walter Pescara, che il 19 marzo esporrà le sue fotografie all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco in una mostra intitolata «Lawrence d’Italia». Il padre di Ferlinghetti, Carlo Leopoldo, era nato a Brescia nel 1872. Lawrence si chiamava Ferling, secondo l’abbreviazione adottata da suo padre emigrato a New York alla fine dell’Ottocento. Lawrence scoprì il suo cognome italiano quando dovette esibire il certificato di nascita per arruolarsi nel corpo dei Marines. TORNÒ SUBITO al cognome italiano e fu preso da una nostalgia profonda della patria sconosciuta del padre, che era morto prima che lui nascesse. Il 26 gennaio 2018 Walter Pescara raggiunse Lawrence Ferlinghetti nella sua casa a North Beach. Gli portò in dono alcune fotografie che lo ritraevano durante i viaggi in Italia e a Bolinas tra il 2002 e il 2007. Lui gli concesse una bella intervista, dedicata agli allievi della LABA, cuore del libro che uscirà entro l’anno da un editore bresciano per celebrare il formidabile compleanno. Un altro libro uscirà in America: si intitolerà Little Boy. Nelle fotografie Ferlinghetti è quasi sempre sorridente. Scampato ai peggiori disastri del secolo breve, bombe e battaglie, sbarchi - anche quello di Normandia - e agguati, non può che sorridere incamminandosi nelle vie di Brescia, sulle tracce del padre nel quartiere del Carmine. Ferlinghetti occupa tutta la foto con la sua corporeità esuberante, non comune in un uomo della sua età. ALTRE FOTOGRAFIE scattate a Bolinas lo ritraggono in casa e all’aperto, felice con la sua famiglia: il figlio Lorenzo e i nipoti Leonardo e Aurora: nomi rigorosamente italiani. Se gli altri autori della Beat Generation furono presto travolti, il Nostro capitano doppia con leggerezza e vitalità la boa del secolo, dopo tante prove ed emergenze. La denominazione Beat Generation, di cui Lawrence Ferlinghetti è esponente di spicco - poeta, artista, fondatore della mitica libreria City Lights - comunemente si fa risalire al verbo battere. Descriverebbe una generazione battuta: nei sogni, nelle aspettative. Ma Ferlinghetti, sostiene che la vera etimologia del termine beat risieda nel vocabolo beatitude. Noi gli crediamo. •

Alessandra Giappi
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