19 settembre 2020

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12.08.2020 Tags: Libri

Permunian narra la peste moderna: il progetto è doppio

Francesco Permunian
Francesco Permunian

Il 2020 per lo scrittore gardesano Francesco Permunian si era aperto con la soddisfazione di vedere il suo «Il compleanno», un testo visionario sull’universo concentrazionario, allestito a teatro nell’interpretazione di Luigi Mezzanotte diretta dal regista bresciano Antonio Fuso, e poi diventare l’oggetto di un docufilm di Claudio Fausti. Ora, dopo una quarantena molto particolare della quale ha dato notizia in un racconto-diario uscito a marzo, l’ex bibliotecario di Desenzano sta ultimando due progetti che vedranno la luce nei prossimi mesi. «IL PRIMO - racconta - è un’antologia di romanzieri e poeti italiani sul tema del Coronavirus, dal titolo “Piccola antologia della peste”, con le illustrazioni di Roberto Abbiati. La sto terminando in questi giorni insieme a Beppe Cantele, direttore editoriale di Ronzani, un piccolo e raffinato editore di Vicenza che pare abbia raccolto l’eredità spirituale di un altro illustre vicentino, Neri Pozza». Un progetto ambizioso. «Il libro - spiega Permunian - si presenta come romanzo corale dell’Italia attuale, costituito dalle voci narranti di una trentina di autori, tra cui figurano Claudia Durastanti, Laura Pariani, Paolo Mauri, Pierluigi Panza, Cristina Battocletti, Andrea De Consoli, Silvio Perrella, A drián Bravi, Leonardo Luccone, Italo Testa, Francesco Savio, Andrea Cisi, Mimma Rapicano e Andrea Cafarella, mentre tra i poeti Fabio Pusterla, Valerio Magrelli, Elio Pecora, Luciano Cecchinel, Franco Buffoni, Nino De Vita, Fabio Donalisio, Pasquale Di Palmo e infine Dacia Maraini con un video». «Il secondo lavoro a cui sto attendendo - prosegue - è invece un nuovo testo inedito, una sorta di romanzo breve o racconto lungo, che verrà pubblicato con un saggio di Giulio Ferroni in postfazione. Esso narra la crisi di un intellettuale italiano di mezza età - un editor milanese di lungo corso - alle prese con il suo declino professionale e con un’improvvisa e avvilente passione per una giovane prostituta dalle simpatie apertamente parafasciste». «COME GIÀ nell’antologia - sottolinea lo scrittore - anche qui c’è di mezzo la peste del Coronavirus, tra l’altro vivamente invocata dal protagonista affinché lo liberi una buona volta dai troppi imbrattacarte con i quali ha quotidianamente a che fare: editori di fuffa mediatica, scrittori di plastica, docenti di scuole di scrittura creativa... e un gran coro di mattoidi e puttanieri vari. Il libello s’intitola “Il rapido lembo del ridicolo. Almanacco 2019-2020 ad uso e diletto di ogni aspirante scrittore” e uscirà in libreria a inizio 2021, per le edizioni Italo Svevo di Alberto Gaffi nella collana Piccola Biblioteca di Letteratura Inutile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Flavio Marcolini
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