18 settembre 2019

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09.08.2019

I PERSONAGGI DI PIUMINI

Lo scrittore Roberto Piumini, 72 anni
Lo scrittore Roberto Piumini, 72 anni

Romanzo picaresco-spirituale, ma anche fiaba per adulti. Una storia che contiene la grazia di un quadro surrealista e la forza epica di un antico aedo. Roberto Piumini, bresciano, romanziere, poeta e traduttore, considerato da critica e pubblico l’erede indiscusso di Gianni Rodari e Italo Calvino, ci racconta «Storie per voce quieta» (Oligo, pp. 213, 16,90 euro). Siba, Chinarra e Maloi - i protagonisti - abitano nella loro casa che sembra un tappeto volante. Incrociano corpi, personaggi, storie, in uno spazio di fatti sospesi. Sono persone assorte, pacificate, aperte agli accadimenti. Ci sono eventi – siano un ospite inquietante e inatteso, il richiamo della notte, o l’energica folata di un vento unico – che si presentano numerosi e diversi, spingendo i protagonisti a vivere incantesimi e metamorfosi come nei poemi epici classici. Cosa dice dei personaggi di questa storia? Ci sono tre protagonisti: Siba è una donna, Maloi un uomo. Chinarra, invece, che è appunto la voce narrante, è circondato/a da un alone di mistero. Mi sono divertito a non dare indicazioni di genere, e lasciare a questo personaggio caratteristiche maschili e femminili insieme. I tre formano una bizzarra comunità, usano la magia per risolvere i problemi del mondo e adoperano questa loro forza in modo virtuosistico e divertente. A loro si aggiunge la gatta di Parquediz, che costituisce un elemento variabile e indipendente. Manca invece una vera e propria trama, a differenza di un romanzo inteso nel senso più classico. Ci sono episodi che vanno a comporre una saga libera e possono essere mescolati tra loro. Il lettore si trova davanti diversi capitoli da scoprire in maniera autonoma, con spirito giocoso, e può scegliere da dove cominciare. E in ognuno di essi le atmosfere sono diverse, così come i luoghi. Il primo si intitola «L’ultima volta che venne il vento», e ricorda una storia per bambini: il vento porta via il tetto della casa, ma i suoi abitanti decidono di non ricostruirlo, e se ne stanno sdraiati per ore, a contemplare le stelle e a imparare cose nuove. Negli altri si parla di gite in gondola, fragole e funghi da raccogliere, pesci rossi, incontri speciali, in una dimensione a metà tra la realtà e il sogno. Dopo tante opere per ragazzi adesso si rivolge a un pubblico adulto. Quali elementi accomunano i suoi lavori? Sono presenti con forza tre elementi fondamentali nella scrittura per ragazzi: il corpo, con le sue percezioni e sensazioni, la magia, l’elemento che rappresenta la forza esterna, e naturalmente il gioco. E li ritroviamo. Ma qui il corpo è trasfigurato, raffinato, talvolta erotico, e la magia trova espressione nelle parole: è la letteratura che gioca con se stessa, anche nella forma metalinguistica, e lo fa con i contenuti e le forme. I protagonisti viaggiano tanto. Lo fa anche lei? C’è il modo di viaggiare fisico e concreto, e c’è quello della fantasia. Attraverso Google Earth faccio dei viaggi straordinari e prendo spunti per giocare: mi piace falsificare i riferimenti reali e rendere veritieri quelli fantasiosi. E infatti nel libro ritroviamo un’altra sua passione: quella di inventare nomi. Penso all’ultima storia, dal sapore felliniano: vanno in scena una mangiata lenta, amici che fanno musica, in un’atmosfera di letizia assoluta, di quiete e di felicità. Il momento perfetto per mettere in tavola cibi e vini dai nomi inventati, o mescolati a quelli veri. E così troviamo l’insalata di restituta argentea, passato di sedano bianco all’acino, il Rojo Pamate di Ramiro Samazar, Appunti del Colonnello Lupi di Montesecco. Si è divertito a scrivere «Storie per voce quieta»? Sì. In ogni opera si mette qualcosa di personale, si riflette parte del nostro percorso di vita. In questo libro ci sono romanticismo e leggerezza legati insieme da un meccanismo drammaturgico quasi circense: i personaggi scherzano, si prendono in giro, sono autoironici. Insomma, siamo di fronte a un’opera difficilmente collocabile in una categoria e dove l’elemento sorpresa è forte e presente. Chi legge viene trasportato in questo viaggio con lo stesso spirito dei personaggi che lo vivono: persone assorte, pacificate, aperte agli accadimenti. Se si possa parlare di fantasy, fiaba, comedy, non si sa. E credo sia questo il bello. •

Silvia Allegri
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