22 agosto 2019

Cultura

Chiudi

20.06.2019

IL CARMINE VIVO DI DE MARTINO

Bagagli-installazioni di uno dei progetti più spiazzanti: «Il trasloco» rifletteva l’anima di immaginari condòminiL’assalto al castello progettato da De Martino nel 2007 FOTOLIVE  De Martino, oggi 74enne, nel suo studio di contrada del Carmine 5Quasi 20 anni fa le vele in largo Formentone (con l’ex sindaco Corsini)
Bagagli-installazioni di uno dei progetti più spiazzanti: «Il trasloco» rifletteva l’anima di immaginari condòminiL’assalto al castello progettato da De Martino nel 2007 FOTOLIVE De Martino, oggi 74enne, nel suo studio di contrada del Carmine 5Quasi 20 anni fa le vele in largo Formentone (con l’ex sindaco Corsini)

C’è un posto a Brescia dove attingere colore; dove la bellezza è sparsa tra gli oggetti e le parole; dove la porta è sempre aperta per una tazza d’arte o di caffè. C’è un posto, ma potrebbe non esserci più, perché Antonio De Martino ha ricevuto un avviso di sfratto. Al numero 5 di contrada del Carmine vive il 74enne artista salernitano, a Brescia da quarant’anni. Due piccole stanze: il suo atelier. Di là un cucinino e un letto, di qua un tavolo grande, un pianoforte, quadri e faldoni pieni di ricordi - suoi e della città, cresciuti insieme. Perché, mettendo radici, ha coltivato al tempo stesso quelle del quartiere. Proprio «Radici» è il nome della sua ultima opera, un’evoluzione dei tagli di Fontana: non è l’artista a incidere la tela, ma le radici d’albero sotto di essa a premere contro la superficie, cercando spazio dietro al quadro fino a squarciarlo. UNA FORZA nascosta affamata di luce: questo era il Carmine nel 1969, quando De Martino si trasferì a Brescia. «Nessuno dava speranza a questo posto - ricorda - cosa vuoi fare del Carmine, dicevano». Quartiere malfamato, dove ben pochi si avventuravano a ora tarda, quasi vigesse un coprifuoco. Lui non ne ha mai avuto paura: cresciuto per strada, ha conosciuto il volto meno piacente dell’umanità. Da questa ha voluto ripartire, creando un’arte che non avesse a che fare con i musei o le manifestazioni culturali della Brescia «bene», ma che fosse a misura di quartiere. Scorgendo in quelle strade una scintilla di città partenopea, pensò di tendere da una finestra all’altra corde dove appendere file di vestiti: «I panni stesi», una delle sue prime installazioni. Cosa vuoi fare del Carmine. Lui ha fatto. Ritagliando per strada angoli di casa e accogliendo in casa la voce della strada, in un dialogo che ha reso le vie sempre più familiari - e belle. Come quando si mise in testa di fare il pane per tutti e fuori dal suo atelier, nel giardino piantato da lui, iniziò a sfornare pagnotte. O quando, insieme a Progetto Utopia, organizzò il portentoso «Ritorno degli eroi», sistemando in 22 alberi di San Faustino altrettante opere di pittori, scrittori e artisti. UN INCANTESIMO lanciato sui bresciani, svelamento del potere dell’arte: violazione del confine tra la realtà come appare e la realtà come sarebbe modellata da un pensiero, un’idea, un gesto folle. L’amore di De Martino per la vita e per la gente ha richiamato artisti e turisti da altre città, altri Paesi. Dal suo atelier sono passate icone della cultura mondiale, tra cui Franco Battiato e Lina Wertmüller: in una foto, giovani e sorridenti, posano accanto a un artista dalla folta chioma bruna, raggiante. Poi gli anni sono passati. È arrivata la crisi, l’età, un problema fisico che ha frenato il lavoro. Il tempo ha dissolto la memoria di quel Carmine buio, coltivato da un artista. Le poesie appese in via Ventura Fenarolo si sono tramutate in gabelle e circolari. Secondo il Comune, proprietario dei locali, De Martino non avrebbe pagato l'affitto per anni: «Era stato già elaborato un piano di rientro, più volte disatteso. L'apertura al dialogo c'è, ma solo a fronte di fatti concreti», dicono a palazzo Loggia. Ma adesso cosa accadrà? Davvero la città potrebbe perdere un personaggio così centrale per la costruzione di un senso di comunità e partecipazione, qui nel cuore della Leonessa? Un’altra norma potrebbe venire in soccorso di De Martino: la legge Bacchelli, che prevede un vitalizio per gli artisti in difficoltà. La prima a percepirlo fu la scrittrice Anna Maria Ortese, grazie anche a una raccolta firme. Un impegno collettivo che dimostra quanto, in questi casi, non sia un mecenate o un garante a fare la differenza, ma la volontà e l’affetto della gente. EPPUR QUALCOSA si muove, a sostegno dell’artista che organizzò un «museo d’arte contemporanea en plein air» e mise in mostra «Il trasloco» più poetico che la storia del variopinto quartiere ricordi. L’uomo che portò il mare nel centro storico di una città di pianura assai distante dai lidi mediterranei. Tanti cittadini hanno saputo delle difficoltà e sono tornati ad affacciarsi sulla porta del suo studio «sonoro», tra un arpeggio pianistico dal vivo e un buon disco di classica; altri gli hanno chiesto un’opera da acquistare. Proprio in queste ore la federazione bresciana del Partito Socialista Italiano ha convocato una conferenza per sabato mattina alle 11 nell'atelier, per «illustrate le iniziative a sostegno di De Martino e le proposte operative che i socialisti bresciani avanzeranno al Comune di Brescia per risolvere l' allarmante contrasto sorto fra i due soggetti». Per l’inizio di settembre De Martino prevede di allestire, fuori dal suo atelier, una mostra fotografica che percorrerà la storia delle sue installazioni. Un’occasione per rivivere quei momenti e fare come se quel posto, al numero 5 di contrada del Carmine, potesse restare per sempre aperto. Anche se per sempre non esiste. •

Anna Castoldi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok