19 ottobre 2019

Cultura

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21.07.2019

Il compleanno senza età di Ernest Hemingway

Cosa ci dicono i 120 anni dalla nascita di Ernest Hemingway? Innanzitutto che lo scrittore è un sempreverde della letteratura e che a 58 anni dalla morte continua far parlare di sé. Fu bimbo nato in città e trasferito presto nella natura del Michigan, tra laghi e animali, sveglio a scuola ma non così diligente, e che appena ottenuto il diploma di quelle che noi chiamiamo superiori - gli insegnanti trovarono che scriveva bene, si cimentò col giornalino scolastico - dichiarò ai genitori che non avrebbe frequentato l’università ma voleva fare il cronista nel quotidiano locale. E mentre l’Europa era travolta dall’onda d’urto della guerra, eccolo presentarsi da volontario nel 1917, un giovane d’impeto che viene scartato perchè non vede bene, ma arruolato nell’American Red Cross. Finisce a guidare ambulanze in Veneto: eccolo al Lanificio Cazzola di Schio, sul Piave a Fossalta a distribuire generi di conforto ai soldati, finchè viene ferito. La sua vita è già un film, si innamora dell’infermiera, ritorna al fronte a Bassano, e nel gennaio del 1919 viene spedito a casa con una medaglia d’argento italiana al valore militare. In due anni vive ad una velocità che gli dona un imprinting mai più rimosso: dentro la notizia, in prima linea. Dagli anni Venti scrive e non si fermerà più. A Parigi riceve il soprannome di «Papa», incontra Ezra Pound, Gertrude Stein, si sposa - la prima di quattro volte - e diventa inviato di guerra. E da allora viaggi, cronache, amori, fascinazioni, successi letterari, fino al Pulitzer nel 1953 per «Il vecchio e il mare» e al Premio Nobel per la letteratura nel 1954. Ribelle, incline dalla denuncia, irriverente. Inevitabile che un personaggio così catturi lettori di ieri e di oggi. È bello celebrarne la nascita - più che l’anniversario di morte, nel 1961 - perchè Hemingway è uno dei doni che la letteratura americana ha fatto al mondo. All’Italia e al Nordest un compito preciso la storia lo ha già assegnato: custodire la memoria dei suoi passaggi. •

Nicoletta Martelletto
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