14 dicembre 2019

Cultura

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17.07.2019

IL PREMIO MASI CULTURA E CIVILTÀ

Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi
Isabella Bossi Fedrigotti
Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi Isabella Bossi Fedrigotti

Le radici fortemente piantate a terra, nutrite dalla cultura veneta del fare e del pensare. Lo sguardo ampio e puntato all’orizzonte, per abbracciare valori universali. Da un quarantennio la Fondazione Masi è impegnata a promuovere e valorizzare la civiltà e il territorio delle Venezie, lo spirito della sua gente, il patrimonio dell’ingegno e delle produzioni venete. Lo fa anche con il Premio Masi e i vincitori della 38esima edizione sono stati annunciati ieri dalla presidente di Fondazione Masi, Isabella Bossi Fedrigotti, e dal vicepresidente Sandro Boscaini, patron dell’azienda vitivinicola della Valpolicella Masi Agricola. Quest’anno gli ambasciatori dell’anima delle Venezie a cui il Premio Civiltà Veneta sarà assegnato il prossimo 28 settembre, con un ormai consolidato doppio appuntamento in Valpolicella e a Verona, sono: il padovano Roberto Citran, attore di grande versatilità conosciuto in Italia e all’estero per una ricca carriera cinematografica; l’imprenditore e intellettuale Piero Luxardo, anche lui padovano, presidente dell’omonima azienda produttrice di distillati di tradizione e docente di letteratura italiana all’università della città; al bergamasco Nando Pagnoncelli, autorevole sondaggista definito dalla giuria del Premio «un vero rabdomante del sociale che usa gli strumenti della scienza». Il Premio internazionale Civiltà del Vino invece si tinge di rosa dato che sarà assegnato alla coreana Jeannie Cho Lee, prima asiatica a conseguire il titolo di Master of Wine e tra i più influenti critici, giornalisti e consulenti del vino. Infine, il Premio internazionale Grosso D’Oro Veneziano è attribuito al parigino Alain Finkielkraut, uno dei massimi filosofi e intellettuali francesi contemporanei, «simbolo di libertà di espressione e civile convivenza». La premiazione si terrà al Teatro Filarmonico di Verona, con una serata talk show condotta dal giornalista Piero Badaloni, e sarà preceduta dalla cerimonia alle Cantine Masi di Gargagnago dove i cinque vincitori firmeranno la storica botte di Amarone, emblema del Premio. «Salde radici nel patrimonio di valori e cultura delle Venezie e sguardo verso l’orizzonte, per individuare nuovi percorsi e mete: ecco il binomio a cui s’ispira il premio», spiega Isabella Bossi Fedrigotti. Ma da Padova e Bergamo a Seul, passando per Parigi, cosa unisce un attore, un sondaggista, un professore imprenditore, un filosofo e una guru mondiale del vino? «Ciascuno di loro conosce, studia, sente la realtà e ne comprende tendenze e umori prima che siano chiari all’uomo della strada», risponde la presidente della Fondazione Masi. «Se i vincitori del premio Civiltà Veneta nel 2019 richiamano l’estensione geografica della Serenissima, il premio Civiltà del Vino, con la scelta della coreana Jeannie Cho Lee, si allinea invece all’attenzione che la terra di Marco Polo da sempre coltiva verso l’Oriente. Ci riporta, infine, alla storica presenza ebraica in Laguna, il Grosso d’Oro ad Alain Finkielkraut, impegnato in una battaglia contro il risorgente antisemitismo». «Sotto il buon auspicio di questi meritati riconoscimenti», continua Sandro Boscaini, «rinnoviamo l’impegno della Fondazione, che da quattro decadi con il suo Premio porta nel mondo i valori delle Venezie, promuovendo il confronto e dialogo tra culture». Cultura che per lui fa rima con apertura, e non tanto per ragioni fonetiche: «Come veneti siamo orgogliosi dei nostri ambienti e produzioni, che raccontiamo nel mondo con un linguaggio comprensibile a tutti e forieri di una cultura aperta e civile che non conosce chiusure, ma ci rende fratelli». Prova ne sia, sottolinea il presidente di Masi e vice presidente della Fondazione, il riconoscimento a Luxardo: «Con lui premiamo l’imprenditore e l’uomo di cultura, ma anche l’esponente di una famiglia di esuli originaria di Zara che dovette lasciare quella terra un tempo veneta e mise radici nei colli Euganei». L’attribuzione dei premi avviene in coincidenza con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali 2026 al tandem Milano-Cortina e al riconoscimento Unesco per le colline del Prosecco. «Due speranze divenute certezze, che ci consegnano un’occasione straordinaria per prendere coscienza del valore del nostro territorio e garantirgli il risalto planetario cui ambisce», conclude Boscaini. «Una conferma della vocazione all’internazionalità che le Venezie esprimono attraverso linguaggi, opere e paesaggi». •

Camilla Madinelli
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