02 aprile 2020

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23.02.2020

PFM PER SEMPRE «GIOIA INFINITA»

Patrick Djivas con Franz Di Cioccio sul palco: intesa consolidata
Patrick Djivas con Franz Di Cioccio sul palco: intesa consolidata

La Premiata è di nuovo in città: a meno di un anno dal sold out del 30 aprile scorso al Dis_Play, il tour «Pfm canta De André», ripartito giovedì per un'ultima manciata di repliche, arriva domani sera sul palco del Gran Teatro Morato in via San Zeno (biglietti ancora disponibili in cassa, info: zedlive.com). Occasione ideale per rivedere in azione Franz Di Cioccio e compagni dopo la grande onda emotiva suscitata dal film di Walter Veltroni che questa settimana ha portato in sala per la prima volta le immagini di un «concerto ritrovato» tratto dalla mitica tournée che, nel 1979, unì per la prima volta i destini del più famoso gruppo prog italiano con quello del grande Faber. In sala per soli tre giorni, da lunedì 17 a mercoledì 19, il film ha conquistato la prima posizione al box office: successo clamoroso che ha ulteriormente galvanizzato la Forneria alla vigilia di questa nuova tornata di concerti. «Nessuno di noi si aspettava una reazione a questi livelli – racconta Patrick Djivas, storico bassista della formazione -. Gente che piange al cinema, applausi a scena aperta... Martedì 18 nel compleanno di Fabrizio io, Franz e Flavio Premoli abbiamo presentato il film in un cinema di Milano, lo abbiamo visto per la prima volta dall'inizio alla fine, un'emozione fortissima rivederci sullo schermo così giovani, impegnati a divertirci senza nemmeno immaginare di stare scrivendo una pagina che sarebbe rimasta nella storia». Quali le novità di questa ultima parte del tour? «Il copione di base rimane lo stesso, ma in più ci saranno anche delle foto d'epoca di Guido Harari a corredare lo spettacolo. Inoltre la visione del film ci ha fatto scoprire che all'epoca i pezzi erano molto più veloci di adesso e questo ci ha portato ad accelerare alcuni arrangiamenti. Questo ha dato alla performance una carica di spontaneità che ci ha davvero commosso». Dal trionfo del vostro tour 2019 a quello del film: perché la collaborazione Pfm-De André continua ad emozionare a quarant'anni di distanza? «Quei concerti furono davvero qualcosa di speciale: raccontano la storia di un'Italia che non c'è più, ma nello stesso tempo sono diventati un manifesto artistico al di fuori del tempo e dello spazio. Le canzoni di Fabrizio sono ancora oggi un'autostrada per le nuove generazioni: quando la prendi, non puoi più fermarti. Lui non ti faceva mai la morale, semplicemente raccontava la vita con gli occhi di un poeta, mettendo un'attenzione smisurata nella scelta di ogni singola parola. Noi abbiamo cercato di fare la stessa cosa con le note, impegnandoci per arrivare al punto in cui eravamo sicuri di aver raggiunto il miglior arrangiamento». Cosa succederà alla Pfm dopo questo tour? «Ci metteremo al lavoro sul nuovo album: saremo in studio fino a giugno, quando riprenderemo a suonare dal vivo con un grande evento coi 100 Cellos di Giovanni Sollima in cui avremo ospiti membri di King Crimson e Jethro Tull. Ad ottobre saremo negli Usa, poi in Sudamerica: dopo 50 anni e 6000 concerti, andiamo avanti con entusiasmo. Una gioia infinita». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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