09 luglio 2020

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02.06.2020

«Precauzioni necessarie ma sogno di ritrovare il rapporto col pubblico»

Riccardo Zanellato: basso, originario di Rovigo
Riccardo Zanellato: basso, originario di Rovigo

Riccardo Zanellato, cosa canterà? Proporrò due arie verdiane. E la prima sarà la Preghiera di Zaccaria dal Nabucco, «Tu sul labbro de’ veggenti», un brano che a causa del periodo che stiamo attraversando acquista un significato particolare. Cosa intende esattamente? È una sofferta riflessione, come ha detto del resto anche Andrea Cigni che ha curato la regìa della registrazione. L’altra è una delle arie che amo più di tutte nel repertorio verdiano, l’aria di Filippo II nel Don Carlo «Ella giammai m’amò», in cui Giuseppe Verdi si esprime veramente al massimo della sua genialità musicale. E cosa dice del duetto con Annalisa Stroppa, che ovviamente non poteva mancare? Non ci si vedeva da tantissimo tempo, però con lei c’è ugualmente un bellissimo legame: Annalisa è una di quelle persone con cui s’instaura un rapporto strano grazie al quale, anche se non sai perché, dopo che sono passati anni è come se vi foste lasciati l’altro giorno. Alto livello di empatia. Sì. E grazie a questo legame particolare, a questo rapporto così straordinario con Annalisa, insieme abbiamo pensato di cantare il duetto di Enrico VIII con Giovanna Seymour dell’Anna Bolena di Donizetti, quello stesso che avevo cantato ormai molti anni fa, nel 2006 al Teatro Grande accanto a Sophia Soloviy, nell’edizione che vedeva protagonista anche Dimitra Theodossiou; è un bel duetto d’amore, decisamente intenso e particolare. È stata un’operazione facile, la realizzazione di questo video per la Festa dell’Opera? È stato un lavoro piuttosto impegnativo, fra la registrazione audio e quella video. Le dirò che a me piace molto lavorare live: la cosa bella è proprio il rapporto con il pubblico, un rapporto in cui dai ma anche ricevi; questo scambio è fondamentale e tornare nei teatri senza tutto questo può servire solo momentaneamente, in questo periodo di forzate e necessarie precauzioni; il pubblico è senza dubbio uno dei protagonisti dello spettacolo, importante proprio come ciò che accade sul palcoscenico. L’attuale emergenza ha fatto sì che molti appuntamenti importanti che l’avrebbero vista protagonista siano stati cancellati o rimandati, come il Macbeth per il Festival di Primavera a Tokyo dove avrebbe dovuto interpretare Banco sotto la direzione di Riccardo Muti; stessa sorte sfortunata per Luisa Miller, in programma a maggio al Comunale di Bologna e al Teatro dell’Opera di Roma. Che periodo sarà? Abbiamo qualche speranza per il Mefistofele di Boito, previsto al Teatro Municipale di Piacenza nel novembre prossimo con la direzione di Gianluigi Gelmetti e la regia di Enrico Stinchelli. Fiducioso? Sì. Staremo a vedere, intanto incrociamo le dita! E speriamo che questa pandemia svanisca.

L.FERT.
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