12 dicembre 2019

Cultura

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20.11.2019

Premio
Gavioli da
dieci e lode

«Cracks», regìa di Dimitra Kofti e Nicola Zambelli  (Germania, 2018)
«Cracks», regìa di Dimitra Kofti e Nicola Zambelli (Germania, 2018)

C’è la storia di Goran, che arriva nelle Langhe nel 1993 e riesce a conquistare la fiducia di molti produttori di Barolo: fonderà una cooperativa che fornisce la manodopera per i lavori in vigna, fino all’arrivo della crisi economica che lo costringerà al ritorno in Macedonia, dove dovrà fare i conti con le cose rimaste in sospeso. C’è la storia di Lorello e Brunello Biondi, due gemelli che vivono in un podere nel cuore della Maremma, sferzati da una campagna dura e ventosa e da un lavoro che non concede tregua. E ancora, c’è la storia di una comunità siciliana di pescatori di tonno, divisa tra pragmatismo e tensione al sacro; storie di vita contemporanea, dai significati globali, «narrate con abilità stilistica e profonda umanità, capaci di superare confini nazionali, politici e culturali». Denominatore comune: «La volontà di esplorare le trasformazioni del lavoro nelle sua molteplici manifestazioni e raccontare i comportamenti, collettivi e individuali, che esse innescano». Obiettivo: «Celebrare la forza dei documentari tra realtà e nuova creatività, promuovendo la cultura della sicurezza sul lavoro quale base imprescindibile di uno sviluppo economico sano, sicuro e inclusivo».


DIECI OPERE (selezionate dalle 32 pervenute in totale), due premi, una masterclass: l’appuntamento, che promette svariati motivi di interesse, è fissato per il 26 novembre nella sala della Gloria dell’Università Cattolica a Brescia in via Trieste 17 – in prima linea nell’organizzazione assieme a Musil e Fondazione Micheletti, con il sostegno di Albatros Film, Banca Santa Giulia e Farco Group -, dove il Premio Gavioli 2019 (dodicesima edizione) esprimerà i suoi verdetti finali. È alle viste, nelle previsioni degli organizzatori, una lunga giornata, che intende essere «un affresco corale su tematiche particolarmente attuali, sul contrasto e le incertezze tra vecchio e nuovo, moderno e tradizioni, urbano e rurale». Espresso proprio attraverso il linguaggio del documentario, che - ha ribadito René Capovin, responsabile del progetto - «è sempre più uno strumento indispensabile per studiare e trasmettere conoscenza ed emozioni sulla realtà contemporanea».


DELLE DIECI opere finaliste (tra cui quelle realizzate dai bresciani Andrea Grasselli e Nicola Zambelli, entrambe datate 2018), otto saranno in lizza per il premio principale, due per la speciale categoria «sicurezza sul lavoro»; in entrambi i casi, in palio 500 euro. A valutarle sarà una giuria di esperti, che – fra gli altri - oltre al presidente Gian Pietro Brunetta e al maestro Franco Piavoli schiera quest’anno anche Luca Bigazzi, fra i più noti e apprezzati direttori della fotografia italiani, già al fianco di Paolo Sorrentino ne «La grande bellezza». La cerimonia di premiazione (in programma alle 16.30) sarà preceduta da una masterclass che vedrà la partecipazione dei registi Massimo D’Anolfi e Martina Parenti: l’appuntamento è aperto al pubblico e a ingresso libero.


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Elia Zupelli
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