06 agosto 2020

Cultura

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09.07.2020

«Protagonista diretta
da Muti: il mio sogno
si avvera a Ravenna»

Alessia Pintossi, 26 anni, soprano: il 29 e il 31 luglio sarà Nedda nell’opera «Pagliacci» a Ravenna
Alessia Pintossi, 26 anni, soprano: il 29 e il 31 luglio sarà Nedda nell’opera «Pagliacci» a Ravenna

Musa di Muti. A 26 anni. Stella di un appuntamento che si rinnova al Teatro Alighieri di Ravenna, dove l’arte reagisce al lockdown portando «Pagliacci» sul palco della «Riccardo Muti Opera Academy» il 29 e il 31 luglio (dalle 20.30). «È un sogno che si avvera», sospira e sorride Alessia Pintossi. Nata a Brescia il 9 settembre 1993, di Gardone Valtrompia, soprano, laureata con il massimo dei voti al Conservatorio Luca Marenzio. L’anno scorso al Ravenna Festival è stata Frasquita nella Carmen di George Bizet, con la regìa del bresciano Luca Micheletti, da un’idea di Cristina Mazzavillani Muti. Dall’esordio del 2019 a un ruolo da protagonista nel 2020: poteva immaginare un simile salto in così poco tempo? Un anno fa io ero Frasquita, Francesca Di Sauro era Mercédès; adesso io sarò Nedda in «Pagliacci», Francesca sarà Santuzza in «Cavalleria rusticana», pure in cartellone dal 29 al 31 a Ravenna. Mi pare una promozione sul campo per entrambe. Felice? Euforica! E orgogliosa, perché è il risultato di tanto lavoro. La mossa vincente? Ma direi una sola: sempre e soltanto lo studio. Ho studiato tanto e ancora sto studiando ogni giorno, perché davanti a un maestro come Riccardo Muti bisogna arrivare non preparati: di più. Devo saperla al contrario, quest’opera. Come si è organizzata? L'Opera Studio School di Patrizia Orciani mi ha seguito passo dopo passo nella preparazione del ruolo. È stato un percorso impegnativo, ma elettrizzante. In primavera non c’era certezza sulla riapertura dei teatri. Una rinascita? Una meravigliosa, incoraggiante ripartenza. Sono stati mesi strani per tutti, senz’altro complicati. Come ha ingannato il tempo e l’ansia comune a tutti? Innanzitutto, mi sono dedicata a un progetto per tenermi impegnata oltre allo studio della musica. Ho ideato e realizzato da sola il mio sito Internet, www.alessiapintossi.com. Ora è pronto e visitabile. Una bella coincidenza poterlo inaugurare con una notizia così attesa come quella che mi è arrivata da Ravenna. Com’è avvenuta la chiamata? È successo proprio durante il lockdown. Con tutto il mondo in quarantena e lo stop ai concerti a tempo indeterminato, sinceramente pensavo che fosse tutto finito. Poi, mi ha chiamato il sovrintendente del teatro di Ravenna: «C’è un’opera con Muti che dirige»... Non ho esitato un istante. Ho detto subito sì. «Sarò Nedda». La felicità! Il fatto è che passavano i giorni, la situazione non migliorava e la quarantena continuava. Si era scoraggiata? Sì. Mi consolavo dicendomi che era già importante che mi avessero pensato e scelto. «Non faremo niente, ma almeno questo», mi dicevo... Temendo che il Covid vincesse su tutto. Ma un mese fa mi hanno richiamato: «Si fa». Il contesto è l’Academy annuale di Muti. Per lei cosa significa? È la prova del nove. Ho fatto bene il mio lavoro di comprimariato, mi sono fatta valere e adesso mi viene offerto questo salto in alto. Com’è il suo programma di avvicinamento? Le prove si terranno dal 18 al 27 luglio e saranno aperte al pubblico, che potrà partecipare ogni giorno e vedere un maestro come Muti in azione. Io non trascurerò alcun dettaglio. Per impersonare Nedda indosserò due splendidi abiti dell'Atelier Musani Couture, che ringrazio pubblicamente. Curerò ogni aspetto del ruolo e finalmente sarà tempo di andare in scena. Ci saranno le telecamere Rai a riprendere l’opera. E ci sarò io, con tutto il mio entusiasmo. Non posso deludere chi mi ha dato fiducia. Darò il massimo.

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