14 agosto 2020

Cultura

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27.07.2020 Tags: Mostre

RIPENSARE L’ARTE DAL «GESTO ZERO»

Lo scatto del bresciano Eros Mauroner che da sabato sarà in mostra negli spazi di Santa GiuliaIl tema «GestoZero» interpretato da Francesca DamianoL’opera di Nicola Fornoni
Lo scatto del bresciano Eros Mauroner che da sabato sarà in mostra negli spazi di Santa GiuliaIl tema «GestoZero» interpretato da Francesca DamianoL’opera di Nicola Fornoni

Nel mare di interrogativi increspati dall’onda anomala di questa estate 2020, affiora una certezza cui aggrapparsi per rimanere a galla: «L’arte continua a vivere, tra pensiero e intervento, attesa e azione... mentre prova a interpretare quanto accaduto, l’arte sta già immaginando un nuovo mondo». Strade percorribili e orizzonti possibili che da sabato troveranno un punto di convergenza fra le pareti del Museo Santa Giulia, dimensione espositiva d’elezione per inglobare le visioni di «GestoZero», prima tappa di una mostra pensata «come incipit di un nuovo inizio, del ripensamento del ruolo dell’artista, dichiarazione d’intenti in un’ottica di ripartenza e condivisione». Che raccoglie e confronta i linguaggi di oltre settanta artisti di Brescia, Bergamo e Cremona, città lombarde particolarmente colpite dal Coronavirus. NATO DA UN’IDEA dell’artista Maurizio Donzelli e curato da Ilaria Bignotti insieme ad ACME Art Lab (Alessia Belotti, Melania Raimondi e Camilla Remondina), Giorgio Fasol e Matteo Galbiati, con la collaborazione di Antonio Marchetti Lamera, «GestoZero» sintetizza ed esprime l’essenza di un progetto ambizioso e itinerante concepito con l’intenzione di raccontare all’indomani della pandemia lo stato dell’arte contemporanea, «specchio e racconto della comunità» che nei prossimi mesi imprimerà le sue tracce anche al Museo del Violino a Cremona (1 ottobre - 1 novembre) e all’ex chiesa di Santa Maria Maddalena a Bergamo (18 marzo - 2 maggio 2021). Non prima di un flashback fino allo scorso aprile, momento in cui lo stesso Donzelli ha avvertito l’urgenza di scrivere una riflessione sui drammatici eventi e sulle inevitabili conseguenze della pandemia sul mondo dell’arte: ne è scaturito un vero e proprio manifesto programmatico, intitolato appunto «GestoZero», poi inviato agli artisti assieme alla richiesta di realizzare una fotografia delle proprie mani al lavoro nell’istante in cui la creazione stava per avvenire. Il resto è storia recente: gli artisti rispondono, inviando immagini di mani davanti a un foglio bianco, sporche di terra e colore, che cercano forme, che trovano parole, che pensano, che chiamano... a maggio i curatori del progetto creano la pagina Instagram @GestoZero, dove giorno dopo giorno sono pubblicate le immagini accompagnate da brevi pensieri che gli artisti stessi scrivono in risposta alla domanda: «Cosa c’è dopo il GestoZero?». RISULTATO: 71 fotografie e oltre 40 opere, «Istantanee 2020» che rappresentano la vivida testimonianza della «volontà di ricominciare con la pittura, la scultura, l’installazione, la fotografia e il video; in uno sforzo corale che documenta e rievoca i fatti appena trascorsi e interrogano sui temi della vita e dell’isolamento, sui concetti di casa e relazione, memoria e condivisione». Organizzata con Comune e Fondazione Brescia Musei, sostenuta dall’eredità Romeda per l’arte contemporanea e dalla Fondazione Comunità Bresciana, la mostra si completerà con laboratori didattici, visite guidate e un intervento performativo appositamente ideato, più un catalogo. Fino al 20 settembre, ingresso libero. Info, orari e dettagli su www.bresciamusei.com. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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