06 dicembre 2019

Cultura

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21.11.2019

Salò ritrova oggi i reperti del Lugone

Dalle campagne di scavo del ’61-62 e ’72-76 lucerne in terracotta, monete, vasi e dadi da gioco in bronzo
Dalle campagne di scavo del ’61-62 e ’72-76 lucerne in terracotta, monete, vasi e dadi da gioco in bronzo

Dopo un lungo braccio di ferro, ritornano a casa una parte dei reperti scoperti a Salò, nella necropoli del Lugone (da non confondere col Lucone di Polpenazze), durante le campagne di scavo del 1961-62 e del ’72-76. Si tratta di lucerne in terracotta, monete, vasi, dadi da gioco in bronzo, una collana di perline vitree appartenenti a una matrona romana, e altro ancora. Per una cinquantina di anni questi corredi tombali sono stati ospitati nel Museo di Gavardo, essendo stati trovati dal Gruppo grotte della località valsabbina, nato e cresciuto attorno alla figura del maestro Piero Simoni. OGGI alle 18 verrà celebrata la restituzione a Salò, al MuSa, con conseguente ampliamento della sezione archeologica intitolata a Anton Maria Mucchi. Saranno presenti il direttore Giordano Bruno Guerri, quello del Museo di Gavardo Marco Baioni (che a sua volta alle 20.30 inaugurerà il nuovo allestimento della sezione romana), la conservatrice Lisa Cervigni, e la funzionaria della Soprintendenza Serena Solano, che ha coordinato l’operazione. Il Lugone era un podere con una villa che costituiva il punto di riferimento per attività agricole e commerciali dell’area circostante. Le ricerche effettuate tanto tempo fa hanno consentito di riportare alla luce la necropoli: un complesso di 171 sepolture utilizzate per circa quattro secoli, a partire dalla metà del I dopo Cristo al IV. Per la maggior parte erano cremazioni alla cappuccina, e in numero inferiore inumazioni in cassa muraria. Rinvenuto inoltre un monumento funerario a edicola, con tre recinti. Accanto alla tomba preminente per la ricchezza del corredo, le altre custodivano oggetti di livello inferiore. Tra i reperti rinvenuti: preziosi contenitori in vetro per unguenti, oli e profumi legati alla cura del corpo, tavolette in pietra per la preparazione di cosmetici, piccoli specchi. Sul terreno del Lugone, ora Sant’Jago, è stata costruita la scuola Enrico Medi, di orientamento cattolico. Rimane invece a Gavardo il bellissimo vaso-borraccia decorato con scene dell'apoteosi di Dioniso-Liber e l'uccisione di Laomendonte re di Troia per mano di Ercole: uno splendido manufatto realizzato in un atelier della Gallia centrale, forse nell'officina del celebre Felix di Lione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca
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