14 agosto 2020

Cultura

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02.07.2020

Sant’Eustacchio, a Brescia la bellezza respira silenziosa

«La chiesetta di Sant’Eustacchio»: dalla copertina del volume
«La chiesetta di Sant’Eustacchio»: dalla copertina del volume

Passare le vacanze in Italia, si dice: perché non a Brescia? Qui la bellezza respira silenziosa: all’incrocio fra via Montello e via Sant’Eustacchio un piccolo monumento aspetta un occhio attento che riscopra il suo valore. «La chiesetta di Sant’Eustacchio» è un prezioso libretto che trasporta il lettore fino al XII secolo: allora il territorio che oggi coincide con la zona di Chiusure era coperto dai boschi. Qui sorgeva la chiesetta, dal 1250 proprietà vescovile: dopo un periodo in cui fu occupata daccomunità di frati, il vescovo di Brescia ne riscattò i diritti per farne la sede delle vacanze estive, costruendo una splendida villa. In seguito fu ribattezzata Collegio di Sant’Eustacchio, dove studiavano i futuri preti della città; nel 1577 il vescovo Domenico Bollani vi si rifugiò per scampare alla peste. Il complesso avrebbe raggiunto l’apice dello splendore nel Settecento, quando i cardinali Francesco Barbarigo e Angelo Maria Querini ne fecero un luogo di incontro per letterati. Fu Barbarigo, nel 1716, a riunire quel gruppo di ecclesiastici e laici noto come Colonia Cenomana dell’Arcadia, portavoce dell’Accademia dell’Arcadia che, fondata a Roma nel 1690, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo della cultura. Alla fine del secolo la chiesetta sarebbe stata testimone della morte di molti soldati francesi impegnati nell’assedio di Mantova: colpiti da febbri letali, sepolti in una fosse comune vicino a Ponte Crotte. Tra Ottocento e Novecento il complesso perse l’importanza religiosa; oggi è sede dello studio di tatuaggi Anima Mundi. Il libro, uscito per Com&Print, è frutto della collaborazione tra Alberto Vaglia, Sandro Guerrini e Gianfranco Grasselli. Si può richiedere alla Pavoniana; le offerte raccolte verrano devolute alla parrocchia di San Barnaba. •

A.TUR.
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