10 luglio 2020

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08.05.2020

Scattando «in certi luoghi dell’anima»

«In certi luoghi dell’anima»: pensieri, parole e istantanee
«In certi luoghi dell’anima»: pensieri, parole e istantanee

Che brutta l’età adulta. Pensare di aver compreso, con la banalità del tempo, con l’illusione dell’esperienza, il mondo o la vita. Tutt’altro: si dimentica il linguaggio dell’anima. PER FORTUNA si può imparare di nuovo, magari indugiando nei luoghi che «lasciano un’impronta nella nostra esistenza, fanno parte della nostra memoria e ci accompagnano nel cammino della vita». Sono le parole di Pino Mongiello nella prefazione del libro fotografico «In certi luoghi dell’anima»: suoi gli scatti, accompagnati da testi dello scrittore Francesco Permunian. «Sono, in prevalenza, i luoghi dell’infanzia - prosegue Mongiello - col tempo subiscono una profonda metamorfosi nell’aspetto esteriore, ma sanno restituirci visioni ed echi del nostro vissuto». Nessuno può scegliere il luogo natio: ci appartiene come il colore degli occhi o dei capelli. Siamo liberi, però, di vivere altrove, scegliendo i nostri personali luoghi dell’anima. IL LAGO DI GARDA, il Delta del Po, il Gargano: le tre località ritratte sono legate al passato e anche al presente dei due autori. Se Mongiello è nato sulle rive gardesane, Permunian si è trasferito a Desenzano a trentun anni, piantandovi nuove radici: «Nella mia mente - scrive - grazie allo specchio del Garda si rispecchia il mondo intero». Fino ad allora lo scrittore viveva nel polesano, verso la foce di quel Po che ispira la sezione centrale del libro: un paesaggio molto diverso, dove il sapore vacanziero del lago si fa più contadino, con uccelli dal lungo becco sui campi scompigliati dal vento. Infine il Gargano, i colori del sud, le atmosfere più calde dove affondano le origini del fotografo: questa è la terra dei suoi genitori. Sensazioni e ricordi scivolano come perle sul filo dell’acqua, archetipo presente quasi in ogni foto: freschezza di un’infanzia per sempre perduta, ma anche profondità inquietante dell’inconscio. IN CERTI LUOGHI dell’anima «si specchia la memoria di chi racconta frammenti del proprio vissuto, senza tuttavia lasciarsi prendere dall’abbandono nostalgico - avverte Mongiello - anzi, guardando al futuro». L’acqua è anche il mare dell’avventura, il non-luogo sconfinato dove l’anima è in viaggio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Turla
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