25 giugno 2019

Cultura

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18.01.2019

«SEQUENZA DISSONANTE»

L’A+B  Contemporary Art è in via Gabriele Rosa 20/a, nel cuore del centro storico di BresciaL’esposizione di «Sequenza dissonante» sarà visitabile da domani al 20 febbraio. La vernice è alle 18
L’A+B Contemporary Art è in via Gabriele Rosa 20/a, nel cuore del centro storico di BresciaL’esposizione di «Sequenza dissonante» sarà visitabile da domani al 20 febbraio. La vernice è alle 18

La linearità può inquietare. Elementare «lessness», mancanza che per sottrazione regala emozioni forti. Incisivo, il basso profilo: lo sapeva bene il maestro del brivido Hitchcock, conciso e terribile nei suoi film più riusciti (da «Psycho» a «Intrigo internazionale»). Lo sa Michele Lombardelli, artista eclettico - musicista, collezionista, grafico, editore - che all’A+B Gallery inscena in questi giorni una «Sequenza dissonante» da urlo. Se non di Munch, quasi. Lo spazio diretto da Dario Bonetta in via Gabriele Rosa 20a, nel cuore del centro storico, inaugurerà domani alle 18 una mostra visitabile fino al 22 febbraio (dal giovedì al sabato, dalle 15 alle 19). Una personale del creativo cremonese classe 1968, che nelle sue tele richiama la tradizione riduzionista ma sfugge alle facili definizioni. Arte che procede all’insegna del cambiamento, tanto che per la prima volta a Brescia Lombardelli si cimenta con una pittura di grandi dimensioni. Niente di cui stupirsi, visto il suo talento versatile: oltre a dipingere scolpisce, installa, suona. Il suo progetto musicale è Untitled Noise (ha pubblicato insieme con Die Schachtel insieme a Luca Scarabelli). A prescindere dalla forma espressiva (anche il materiale varia: dalle stampe alla ceramica, archetipo di questa esposizione), l’immagine non è mai rassicurante, l’ispirazione in Lombardelli è sempre beckettiana. La dissoluzione dell’io, accompagnata in questo nuovo inizio dalle parole di Alfredo Sigolo, si consuma in una realtà destrutturata, ridotta ai minimi termini, tradendo l’incomunicabilità con tratti netti e dolorosi. Un nodo irrisolto avvolge pian piano all’osservatore, chiamato ad assorbire un forte senso d’indefinito. Prima di approdare a Brescia, Lombardelli ha esposto a Milano come a Locarno e Montreaux. Suoi libri d’artista sono comparsi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma come alla Musée Cantonal Des Beaux Arts di Losanna. Può sentirsi a casa all’A+B, che promuove il suo spirito artistico all’insegna della sperimentazione. «OGNI VOLTA una mostra ex novo: vogliamo far crescere un’idea specifica, con una generazione come scuderia», spiega Bonetta. E in effetti da Stephanie Stein a Tobias Hoffknecht, da Osamu Kobayashi a Nicola Melinelli, si tratta di artisti nati fra il 1972 e il 1988. In Italia (Davide Mancini Zanchi, Nazzarena Poli Maramotti e Luca Macauda, i bresciani Marco Gobbi e Marco La Rosa) come oltreconfine (Max Frintrop, Silvia Hell, Simon Laureyns e Tiziano Martini). «Abbiamo una mentalità aperta. La nostra galleria ha 7 anni di storia, i primi 3 da no-profit. Il nostro percorso è chiaro - sottolinea Bonetta -: promuoviamo un’arte concettuale, volta a maturare una sensibilità. Un’arte capace di riflettere su se stessa, sui propri processi, con un suo stile preciso ma senza schemi predefiniti». •

Gian Paolo Laffranchi
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