13 luglio 2020

Cultura

Chiudi

02.06.2020

«Siamo anime sociali e la musica non ha filtri: mi fa sentire libera»

Annalisa Stroppa: mezzosoprano, bresciana
Annalisa Stroppa: mezzosoprano, bresciana

Annalisa Stroppa, che Festa dell’Opera sarà? Speciale. Un’idea bellissima, grazie alla quale potrà dire di aver vissuto l’evento in due modi. L’anno scorso ho partecipato alla serata al Tempio Capitolino, con la gente che animava la nostra Brescia. Ora è un appuntamento più intimo. Ma quando il 6 metteremo in rete il video, la gente in qualche modo sarà lì, con noi, presente negli spazi-simbolo del centro, in scorci magari mai apprezzati fino in fondo. Presentiamo la bellezza della nostra città. Per lei è un 2020 in controtendenza. Un periodo eccezionale, sì. Chi se l’aspettava? Temevo un anno perso, invece sono stata chiamata in Germania per il primo spettacolo post-pandemia. Un raggio di sole fra tanta incertezza, dopo mesi di buio. Non si sa quando torneremo al teatro di prima, ma è stato splendido rivedere le luci, il palco illuminato, le porte riaperte al pubblico. Ha dovuto pensare ai cambi d’abito e al trucco da sola: tutto più complicato? La cosa più difficile è stata il vuoto, sul palco senza scenografie e fra gli spettatori in platea. Ma la sofferenza di questi mesi si è trasformata in energia, positiva e anche negativa perché il dolore era tanto, perché a lungo anche emettere suoni mi era risultato arduo, nel mio silenzio casalingo. Ci voleva il calore del pubblico per riaccendere la fiamma. Un calore che le mascherine non hanno trattenuto. Troppo l’affetto. I lavoratori dello spettacolo devono far divertire. Si può vivere anche senza? Le parole del presidente del Consiglio... Sì, noi facciamo divertire nel senso più ampio del termine, ma spesso ci si dimentica che il nostro è un lavoro, che chi come va sul palco è visibile, ma dietro le quinte c’è un mondo di sarte e truccatori, attrezzisti e macchinisti. Professionisti che mantengono famiglie. Un mondo che produce, che porta benefici al turismo, alla ristorazione, all’abbigliamento. Un mondo che merita rispetto. Io studio musica da quando ho 11 anni. È un impegno non-stop. Noi cantanti siamo come atleti. Non possiamo mai sederci. Ma sappiamo infondere speranza attraverso la musica. Comunicare emozioni, consentire allo spettatore di uscire dal mondo reale. Sa da cosa dobbiamo ripartire? Da cosa? Dalla bellezza. La cultura ci rende migliori. Per questo dobbiamo trasmettere l’amore per la musica alle nuove generazioni. Sono stata maestra: credo si debba cominciare fin dall’asilo. La potenza dell’arte va anche insegnata. Brescia e Bergamo capitali della cultura a braccetto: le piace l’idea? .Ce lo meriteremmo, dopo tanta sofferenza. Io sono bresciana, ho studiato al Conservatorio, poi ho fatto l’università a Bergamo. Sento vicine entrambe le città. Questo periodo ci deve unire. Siano anime sociali e la musica ci aiuta perché non ha filtri, è verità. Il suo linguaggio va dritto al cuore. Attraverso la musica io mi sento libera.

G.P.L.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Dopo gli attentati dei terroristi islamici a Parigi, quali misure andrebbero adottate dall'Italia?
ok