14 luglio 2020

Cultura

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06.06.2020

TRILOGIA DI ANIME

«Vengo a prenderti» il capitolo più recente della carriera da scrittricePaola Barbato con Matteo Bussola, suo compagno di vita: entrambi sono artisti in grado di spaziare dalla letteratura classica al fumetto
«Vengo a prenderti» il capitolo più recente della carriera da scrittricePaola Barbato con Matteo Bussola, suo compagno di vita: entrambi sono artisti in grado di spaziare dalla letteratura classica al fumetto

Gian Paolo Laffranchi «Vengo a prenderti». Dopo «Io so chi sei» e «Zoo». Paola Barbato ha completato l’opera con il terzo atto una trilogia noir che non ha un ordine definito: è una saga palindroma, puoi scegliere tranquillamente (si fa per dire) da dove partire; il punto d’arrivo sarà comunque un’indagine di anime. Un piccolo universo di spiazzante umanità. Il diciotto giugno festeggerà il compleanno: si è fatta un regalo in anticipo chiudendo questo cerchio? Sì. Sono contenta ma anche un po’ triste, dopo 3 anni di lavoro spalmati in 3 libri. Provo il senso di vuoto di quando finisce un «Lost», un «Game of thrones». Anche se qui la burattinaia è lei. Fin dal principio avevo chiara la soluzione finale. Ho adottato una scrittura ad immersione, galleggiando in un piccolo mondo non esattamente buono. Pochi, inafferrabili personaggi. Già con Pirandello e Kurosawa abbiamo imparato che tesi e antitesi possono convivere: quante volte ci è capitato di incontrare persone che ci appaiono diverse da come erano state descritte? Questo aspetto delle nostre vite mi affascina tantissimo. Da quale dei libri comincerebbe la lettura, se dovesse partire da zero? Dal terzo. Certo, così i primi due libri si trasformano in menzogne: hai la chiave per aprire quelle porte. Come Star Wars: il primo film, nel 1977, era in realtà il quarto capitolo della saga. Esatto. Anche in quel caso, ognuno può scegliere da dove partire. Luci e ombre, anime e gabbie: forti le analogie fra pagina scritta e lockdown da pandemia. Abbiamo sperimentato la cattività. Noi abbiamo una casa con un grande giardino che dà sul bosco e siamo fortunati, perché ci sono famiglie che abitano un bilocale in 4. La presenza delle figlie in casa ha richiesto comunque energie e attenzione per la maggior parte del tempo. Come il suo compagno di vita Matteo Bussola lei nell’arte spazia: scrittrice e fumettista, dai romanzi agli albi di Dylan Dog. Fra le novità di questo decennio c’è l’abbattimento di certi steccati? Troppo a lungo ci siamo posti limiti per etichettare. Matteo ha visto il docufilm su Michael Jordan: il più grande giocatore di basket non si è anche dato al baseball? Del resto in questo periodo siamo dovuti diventare anche maestri elementari, per aiutare negli studi i figli. Abituati agli smartphone, oggi si legge dall’alto e non più da sinistra a destra: il mondo dei libri cambierà per venire incontro ai lettori? Può valere per i cali di attenzione, visto che la soglia si è abbassata. Da capire se il pubblico si moltiplicherà o assottiglierà. Ora come ora, non può prevederlo con certezza nessuno. •

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