28 ottobre 2020

Cultura

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18.09.2020

TUTTI I VOLTI
DEL ROMANINO

«Rabbia e fede. I volti del Romanino» giunge questo week-end alla sua nona edizioneAppuntamento alla chiesa di Santa Maria della NeveTre-giorni oltre la pandemia
«Rabbia e fede. I volti del Romanino» giunge questo week-end alla sua nona edizioneAppuntamento alla chiesa di Santa Maria della NeveTre-giorni oltre la pandemia

La rabbia e la fede. Il furore del genio è spesso una forza soverchiante, capace di stravolgere vizi e virtù di un’epoca intera grazie alla visionarietà del gesto artistico, frattura della storia e sguardo rivolto al capolavoro. Destinato a permanere nel tempo fino a diventare testimonianza, simbolo. Incarnazione di questa dicotomia è la figura di Girolamo Romani, detto il Romanino (1484-1566), tra i più importanti interpreti della scuola lombarda, grande e celebratissimo «irregolare» del suo tempo, anticlassico per vocazione, distante anni luce dalle ampollosità romane ed eterno fuggiasco pervaso dal demone della pittura. Un ribelle che nella dispersa Valle Camonica del Cinquecento trovò il suo habitat naturale, il riparo nel quale coltivare un tratto e una visione del mondo uniche, nella definizione di uno stile irrequieto e fortemente espressivo, narrativo e popolare, che lo proietteranno di diritto tra i giganti della storia dell’arte. Un talento unico. UN LASCITO, quello del Romanino, che da qualche anno viene ricordato a Pisogne attraverso la rassegna «Rabbia e fede. I volti del Romanino», che giunge alla nona edizione con una tre giorni quasi insperata in tempi pandemici. In un periodo che rende davvero difficile programmare e promuovere eventi culturali e artistici sul territorio. Da questa sera a domenica, nella splendida cornice affrescata della Chiesa di Santa Maria della Neve, protagonisti assoluti saranno la musica e la parola, per un omaggio a 360 gradi al talento creativo e alla pittura sotto gli occhi delle pareti affrescate dal genio bresciano (ingresso gratuito con prenotazione consigliata al numero di telefono 0364880856). Questa sera alle 20.45 l’apertura è affidata alla serata dal titolo «Vulnerasti cor meum. Intorno al Cantico dei Cantici» a cura dei Disinvolti, concerto di musica antica con il tenore Massimo Altieri accompagnato dal basso di Guglielmo Buonsanti e dal baritono di Marco Saccardin, mentre domani sera alle 20.45 andrà il scena il reading dal titolo «Vergine Madre» con l’attrice Laura Mantovi e il violoncello di Daniela Savoldi: si tratta di un omaggio alla Vergine Maria, alla Maddalena e alla Veronica, le donne protagoniste degli affreschi del Romanino che prendono vita grazie a un intreccio di arte, letteratura e musica, anche guardando alle grandi figure del Rinascimento, da Veronica Gambara a Santa Angela Merici. LA GIORNATA di domenica vedrà infine un doppio appuntamento, a conclusione di un fine-settimana tanto speciale, con partenza alle ore 16 con la tavola rotonda «Romanino opera aperta» che vedrà in dialogo gli amministratori di città e paesi che custodiscono opere dell’artista, mentre alle ore 18 sarà il momento della consegna del Premio Romanino, che dopo le premiazioni di personalità come Christo, Massimo Minini, Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri, quest’anno verrà assegnato a Chiara Frugoni. Storica docente di Storia medievale nelle Università di Pisa, Roma e Parigi, e autrice di numerosi saggi sulle figure di San Francesco e Santa Chiara, Chiara Frugoni ha realizzato studi tradotti nelle principali lingue straniere come «La Cappella degli Scrovegni di Giotto», «La cattedrale e il battistero di Parma» e «La voce delle immagini. Pillole iconografiche dal Medioevo», fondamentali tasselli per capire l’arte irripetibile di Romanino e l’epoca che lo ha visto creare i suoi capolavori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Malosso
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