24 gennaio 2020

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08.12.2019

UN ALTRO MONDO CON ESPÉRANCE

Espérance Hakuzwimana Ripanti: classe ’91, cresciuta a Brescia
Espérance Hakuzwimana Ripanti: classe ’91, cresciuta a Brescia

Provocatoriamente, lo descrive come «un libro che non doveva esserci, perché avrei preferito parlare d’altro. Un libro non previsto ma necessario, dal momento in cui mi sono resa conto che in questo Paese il mio corpo continua a essere oggetto di pregiudizi, la mia voce a non essere riconosciuta». Così, dopo una vita trascorsa a rispondere alle domande e alle curiosità altrui, sulle sue origini, sulla sua pelle, sulle sue opinioni, Espérance Hakuzwimana Ripanti (classe 1991, nata in Ruanda, cresciuta a Brescia e da qualche anno residente a Torino) si è servita della scrittura come strumento per riappropriarsi del suo spazio ed esporsi, rivelarsi: a modo suo, nei suoi termini, alle sue condizioni. Il risultato è un titolo emblematico: «E poi basta. Manifesto di una donna nera in Italia», volume che l’autrice presenterà oggi pomeriggio alla Distilleria Molloy nell’ambito di «Sottovuoto. Libri, web e la cultura che avanza», dove dialogherà con Adriano Bernasconi (appuntamento alle 18.30, ingresso libero). «E POI BASTA» è il racconto di come sono uscita dalla mia stanza rendendo reale tutto quello che ho trovato nei libri e negli anni. Una chiamata dell’eroe a cui ho risposto a modo mio, senza mai dimenticare la mia storia, cominciata in Ruanda, e i limiti trovati per le strade d’Italia. Il racconto di me, che avrei solo voluto leggere, e di un’estate che invece mi ha cambiato la vita. Il fenomeno della discriminazione razziale negli anni è rimasto sempre uguale: è questa la cosa più grave. Per questo dico che avrei fatto volentieri a meno di scrivere questo libro… Il problema più profondo, sottile e radicato, perché si fa fatica a riconoscerlo ed è quindi complicato da estirpare, è quello dell’ ‘antirazzismo’, tipico di persone che si professano tali ma agiscono in modo diametralmente opposto. Nell’immediato serve denunciare gli episodi di discriminazione, ma il lavoro da fare è molto più ampio: percorso lungo e condiviso, consapevolezza da costruire insieme». A Torino, dove ha frequentato reporting alla Scuola Holden, Espérance Hakuzwimana Ripanti scrive, legge, conduce un programma giornaliero su Radio Beckwith in cui parla di libri e di attualità: progetta le sue rivoluzioni gentili. «L’ascolto è la prima cosa su cui lavorare… Una delle azioni più difficili per comprendere l’altro è portargli rispetto, ascoltare la sua storia, provare a comprenderla. Sembra facile, eppure continua a essere un’utopia». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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