22 ottobre 2020

Cultura

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24.09.2020

«UN FESTIVAL «DA SCOPRIRE»

Il direttore artistico del Festival Pianistico Internazionale, Pier Carlo Orizio FOTO EMANUELE COMINCINI
Il direttore artistico del Festival Pianistico Internazionale, Pier Carlo Orizio FOTO EMANUELE COMINCINI

È tutto pronto per l’inaugurazione dell’edizione speciale «Vite parallele – Beethoven e Schubert» del 57° Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo che com’è noto si terrà quest’anno al Teatro Sociale di via Cavallotti e che inizierà domani sera a partire dalle 21. L’onore di aprire questa edizione così speciale, perché arrivata nonostante le difficoltà derivanti dalla pandemia da Coronavirus, toccherà all’Orchestra Filarmonica del Festival diretta da Alexander Lonquich, che si presenterà anche come solista per il Divertissement «à l’hongroise» in sol minore D 818 a quattro mani con Cristina Barbuti e per il Concerto per pianoforte e orchestra n. 9 in mi bemolle K 271 del grande Mozart. FERVONO naturalmente in queste ore gli ultimi preparativi per questa edizione così speciale, nell’emergenza che naturalmente richiede le dovute attenzioni. Ne parliamo col direttore artistico del Festival Pianistico, il maestro Pier Carlo Orizio. «Per quanto riguarda i concerti serali direi che le prenotazioni sono andate molto bene, c’è stata un’ottima richiesta da parte degli appassionati; fanno un po’ più fatica i concerti fissati in orari un po’ più inconsueti per il nostro pubblico, ovviamente quelli del mattino e del pomeriggio». Il motivo di una richiesta frenata negli orari non classici è da ricercare nel contesto, dal momento che stiamo vivendo. «C’è chiaramente da parte dei nostri abbonati un certo timore per ritrovarsi in un luogo chiuso, dopo tanti mesi - osserva Orizio -: esiste comunque un protocollo che verrà attentamente seguito, ieri sono iniziate le prove con l’orchestra che suonerà con il distanziamento previsto, ad esempio con i fiati che devono mantenersi a distanza di un metro e mezzo uno dall’altro». QUINDI OVVIAMENTE l’orchestra è distribuita in modo diverso da quello che siamo abituati a vedere: Quello di venerdì sera sarà il primo concerto, dopo ben otto mesi, che l’Orchestra Filarmonica farà in pubblico visto che l’ultimo concerto l’avevamo fatto nel gennaio scorso. È un Festival da scoprire. Devo dire che sono fiducioso, ottimista e non vedo l’ora - assicura Orizio -, anche grazie alla presenza di Alexander Lonquich che per noi è una garanzia di serietà e d’impegno, legato al Festival da quando aveva solo diciotto anni». La conclusione del Festival di quest’anno si terrà con la Quarta Sinfonia di Mahler da lei diretta nella chiesa di Santa Maria del Carmine, il 10 e l’11 ottobre, due serate a ingresso gratuito ed evidentemente molto impegnative. «Il concerto finale del Festival Pianistico Internazionale è sicuramente una grande sfida, anche perché prevede l’orchestra al completo: abbiamo scelto la Sinfonia di Mahler che più si prestava ad essere eseguita in chiesa, anzitutto perché la Quarta è una Sinfonia che nell’ottica mahleriana potremmo definire cameristica, decisamente la più piccola come organico anche se prevede ben settanta musicisti, ma non i cento che sono necessari ad esempio per la Quinta o la Seconda. La Quarta tra l’altro si conclude con quel Lied, “La vita celeste” che ci è sembrato particolarmente adatto per la sua esecuzione in chiesa». Ma al di là degli aspetti tecnici, nella scelta operata sul piano musicale «c’è il valore della composizione - chiarisce Orizio -, perché considero la Quarta Sinfonia un apice della produzione di questo grande autore; ci sarà anche Annalisa Stroppa, che appunto debutta in questa Sinfonia e che ha una grandissima voglia di affrontarla». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luigi Fertonani
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