20 gennaio 2021

Cultura

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03.12.2020 Tags: Libri

Un Intellettuale a Brescia Il pensiero di Vasco Frati

Vasco Frati: è stato il primo assessore alla Cultura di Brescia oltre che presidente dell’AAB
Vasco Frati: è stato il primo assessore alla Cultura di Brescia oltre che presidente dell’AAB

«La cultura è consapevolezza, è impegno civile, è partire dal passato per analizzare fenomeni che abbiamo alle spalle, ma questa valutazione serve per l’oggi e il domani. Cultura è operare perché la società si riappropri dei valori che sono fondamentali per il suo sviluppo. Dai fenomeni di crisi nei quali ci troviamo, così gravi al punto che distruggono il tessuto sociale, non si può uscire se non con l’impegno culturale». Sono parole di Vasco Frati pronunciate nel corso di una conversazione avuta quando, nel 2013, gli fu assegnato dall’Ateneo il meritatissimo «Premio della Brescianità»; parole che assumono ancora più forza e verità oggi e ci indicano la strada da percorrere quando, passata la terribile emergenza che stiamo vivendo, vorremo ricostruire la nostra vita sociale. Frati, che ha compiuto novant’anni nel giugno scorso, ha fatto della cultura l’impegno di tutta una vita. E in occasione del suo compleanno Ida Gianfranceschi e Giuseppina Ragusini hanno voluto raccogliere in un volume una scelta significativa di testi da lui prodotti nel corso degli anni. Fresco di stampa, arriva quindi nelle librerie «Percorsi di un intellettuale a Brescia», edito da La Quadra. LE DUE CURATRICI hanno rivolto la loro attenzione ai materiali pubblicati perlopiù su riviste o rimasti in alcuni casi inediti, individuando due aspetti principali presenti nei testi. Il primo riguarda la vastità dei suoi interessi culturali che emerge, in particolare, negli studi di carattere storiografico, che coprono un arco temporale che va dal Medioevo all’Ottocento; il secondo è la profonda riflessione sui temi della politica culturale, condotta in parallelo con il suo impegno di amministratore pubblico negli anni Settanta-Ottanta. Eletto consigliere comunale nelle file del Psi, Vasco Frati è entrato a far parte, nel 1976, della Giunta guidata da Cesare Trebeschi, che gli ha affidato la delega alla Cultura. E lui, come primo assessore alla Cultura di Brescia, ha lavorato per restituire alla città una forte prospettiva identitaria e democratica. Se l’idea forte è stata il recupero del complesso di Santa Giulia e l’istituzione del «Museo della Città», sono state innumerevoli le iniziative sul piano dello studio e della conoscenza del patrimonio artistico bresciano, della valorizzazione delle istituzioni culturali, del sostegno alle attività teatrali e musicali, del coinvolgimento dell’associazionismo cittadino. In questo ambito si è sviluppata una riflessione che il volume ci restituisce non solo come memoria del passato, ma come stimolo a un confronto con le scelte di un presente nel quale la cultura sta vivendo una stagione difficile che rischia di rimettere in discussione il ruolo che le deve spettare. Fa dunque bene leggere in «Percorsi di un intellettuale a Brescia» gli interventi di Frati. Senza lasciarci sviare da quella parola, «intellettuale», che compare nel titolo, perché Vasco ha sempre rifiutato per sé l’etichetta della persona che sta isolata nella cittadella luminosa del sapere, ma ha sempre pensato che il suo compito fosse di mettersi in gioco nell’impegno quotidiano. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

F.D.L.
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