08 dicembre 2019

Cultura

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01.12.2019

VIBRAZIONI POSITIVE MIKA MALE

Su e giù, lungo tutto il palco: instancabile Mika a MontichiariIl cantante ha stregato tutti con i suoi più grandi successiIl pubblico del Palageorge ha applaudito lo spettacolo dell’artista anglo-libanese   FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
Su e giù, lungo tutto il palco: instancabile Mika a MontichiariIl cantante ha stregato tutti con i suoi più grandi successiIl pubblico del Palageorge ha applaudito lo spettacolo dell’artista anglo-libanese FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

Un inno ai colori della vita nella dark age delle emozioni: benvenuti a casa Mika, ieri sera allestita al Palageorge di Montichiari, una delle 12 tappe italiane del monumentale Revolution Tour. L'aveva promesso, Michael Holbrook: «Verrò a bussare alla vostra porta per invitarvi a far festa insieme a me». Alla fine questa lunga passeggiata per la Penisola dovrebbe totalizzare la bellezza di 75 mila spettatori: tra cui anche i 4000 bresciani che non hanno voluto mancare all'appello della popstar di origini anglo-libanesi, mattatore di uno show trascinante, carico di vibrazioni positive, e di richiami alla necessità di recuperare la bellezza dell'amore spogliandosi di ogni armatura social. «CIAO MONTICHIARI, è la prima volta qui per me è per voi, domani è la nostra prima domenica di riposo, ma questa sera è sabato, ci divertiamo, poi tutti a farci una birra», ha salutato Mika lanciandosi poi anima e corpo in una performance intensa e frizzante ma pure a volte intima. Da perfetto padrone di casa ha cominciato offrendo un coloratissimo «Ice Cream» agli ospiti per farli immediatamente sentire a proprio agio, aprendo le porte di un salotto arredato con gusto un po’ vecchio stile ma indubbiamente efficace. Una sorta di scenografia quasi «handmade» ed artigianale, gigantesca, coloratissima installazione pop art con foto (anche quelle dei genitori) e gigantografie al posto degli ormai obbligatori video. Scelta in fondo encomiabile, che conferma la voglia di «rivelazione» su cui è costruito l'ultimo album: nella rivendicazione del proprio nome c'è anche un nuovo approccio alla vita, nel quale l'uomo Michael e l'artista Mika finalmente convivono in pace. Così lo spettacolo vola via godibile, con i suoi richiami agli eccessi e alla grandeur della golden era del pop: un po' Elton, un po' Prince, un po' Freddie, Mika vola da un angolo all'altro del palco, sale su un pianoforte a coda rosa tempestato di lampadine di gusto volutamente kitsch, balla senza risparmiarsi, si concede gettandosi in platea e scatenando inevitabilmente il delirio, dominando la scena come un vero istrione vecchia scuola. DALLA SUA HA UNA BAND ridotta all'osso ma efficacissima, ed un set di canzoni piene di richiami nobili e ritornelli già in odor di classico: dal manifesto «Relax (Take it easy)» alla tenera «The origin of love», da «Big girls (You are beautiful)» alla nuova «Tomorrow» (che diventa «Domani» con tanto di testo in italiano in omaggio al Paese ospite), e poi «Sanremo», highlight dell’ultimo disco («È la prima volta che la canto in Italia e lo faccio per voi») giù fino all'apoteosi di «We are golden» e una «Grace Kelly» con tripudio di palloni colorati. Insomma, un crescendo irresistibile, costellato dagli appluasi di un pubblico entusiasta: perchè a volte l'origine dell'amore è tutta un'altra musica. •

Claudio Andrizzi
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