07 agosto 2020

Cultura

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05.07.2020

Vittoriale, l’anfiteatro «per ricominciare»

Taglio del nastro per il Parlaggio, inaugurato ieri mattina
Taglio del nastro per il Parlaggio, inaugurato ieri mattina

È il giorno dell’inaugurazione dell’anfiteatro del Vittoriale, chiamato il Parlaggio, ultimato in marmo rosso di Verona, con una spesa di poco superiore al milione di euro, e il governatore della Lombardia Attilio Fontana coglie l’occasione per ricordare la novità di Brescia e Bergamo capitali della cultura 2023, dopo Matera 2019 e Parma 2020-21. Venerdì la Commissione bilancio della Camera ha dato l’ok, approvando un emendamento al Decreto Rilancio, e domani il provvedimento arriverà in aula: il voto finale è atteso mercoledì. «Sosterremo la scelta a capitali della cultura 2023 di Brescia e Bergamo –assicura Fontana-. Entro fine gennaio 2022 le due città dovranno presentare al Ministero dei beni culturali un progetto unitario con le iniziative finalizzate a incrementare la fruizione del patrimonio culturale. È una grande opportunità per l’intera regione». Quanto all’anfiteatro del Vittoriale, progettato nel 1931-32 dall’architetto Gian Carlo Maroni di Arco, per Fontana «è il simbolo di una battaglia che stiamo vincendo. Rappresenta la volontà di ricominciare, e di guardare avanti, riappropriandoci dei luoghi belli. La pandemia? Meglio essere qui, con la mascherina sul volto, che essere costretti a rimanere ancora a casa per non averla usata». I LAVORI di rivestimento del cemento sono iniziati grazie a un contributo a fondo perduto di 500 mila euro della Regione. Altri 500 mila li ha prestati a tasso zero la Banca Valsabbina. L’opera, realizzata da Margaf, era pronta per l’inaugurazione il 12 marzo, compleanno di Gabriele d’Annunzio, col concerto del coro e della Filarmonica della Scala, diretti da Zubin Metha, ma è stata rinviata per l’emergenza Covid. «Un intervento significativo –sottolinea l’assessore all’autonomia e alla cultura Stefano Bruno Galli, gardesano di Riva, sponda trentina-. Il Vittoriale ha riaperto il 18 maggio, e aveva bisogno di offrire qualcosa di nuovo ai visitatori». Il presidente Giordano Bruno Guerri è euforico. «D’Annunzio non era riuscito a realizzare due sogni, esportare la rivoluzione di Fiume (ha dovuto lasciare il passo al fascismo) e completare l’anfiteatro. Per quest’ultimo abbiamo provveduto noi. Se il Vate fosse qui, ora farebbe piccoli saltelli di soddisfazione. La ricomparsa del pubblico? A volte superiamo le mille presenze al giorno. In ogni caso il numero è inferiore rispetto al passato, anche perché bisogna rispettare le norme di sicurezza. Esempio: alla Prioria si entra a gruppi di 5, rispetto ai 10 di prima. Stiamo comunque ripartendo alla grande. E ricordo che il 5 novembre uscirà il film ‘Il cattivo poeta’, interpretato da Sergio Castellitto». Chiusura della mattinata affidata al Trio italiano d’archi del Vittoriale, composto da Alessandro Milani (violino), Luca Ranieri (viola) e Pierpaolo Toso (violoncello). Numerose le autorità presenti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sergio Zanca
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