30 settembre 2020

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11.01.2020

Vobarno in scena: «Che fom? Spetom!»

Martina Gatto: attrice«Che fom? Spetom!» con il Trio del Tiracollo
Martina Gatto: attrice«Che fom? Spetom!» con il Trio del Tiracollo

Scendono le luci, si alza il sipario, in sala cala il silenzio: lo spettacolo può cominciare. Prende il via stasera la lunga (e ricca) stagione teatrale di Vobarno, in scena fino alla fine di maggio (con otto serate in cartellone) al Piccolo Teatro Comunale di piazza Migliavacca, ancora una volta affidata alle sapienti mani di ViandanzeTeatro, l’associazione culturale gardesana specializzata in teatro di prosa, teatro-danza e teatro civile. E si comincia con un cult, dalle 20.30 (ingresso gratuito, ma sono ben gradite le offerte): «Che fom? Spetom!», lo show ispirato all'opera «Aspettando Godot» che da due anni solca i palchi. SUL PALCO il memorabile Trio del Tiracollo: Diego Belli, Faustino Ghirardini e Mattia Grazioli. Ma come da prassi, sarà una rassegna per tutti i gusti. Sabato 1 febbraio ecco «Cioccolato all'arancia», monologo comico di e con Martina Gatto che racconta di una ragazza ossessionata dalla scelta giusta: che sia per un gelato o per una vita intera. Sabato 22 andrà in scena «Le stagioni in città»: lettura teatrale a tre voci (ancora Belli, Ghirardini e Grazioni) dai toni ambientalisti, in un mondo (immaginario ma non troppo) dove fumi, tram, macchinari e auto hanno preso il posto della natura. Di nuovo dialetto bresciano sabato 14 marzo: Il Risveglio di Vobarno porterà la commedia «L'è naà zò de co!» di Foscolo Staffoni, dove qualcuno (e anche qualcun altro) è andato giù di testa, una piece che sembra un giallo e diventa una commedia romantica. Il 4 aprile «Piuma e pelo», per ragazzi, il 25 aprile «Tiro al piccione» sulla guerra di Liberazione, il 9 maggio «Ahi Maria!» di John Comini con Paola Rizzi. Gran finale sabato 30 maggio: la rassegna si concluderà con l'inedito «Noi siamo il suolo, noi siamo la terra», monologo visionario e realista di Roberto Mercadini, sul «legame strettissimo» tra ecologia ed economia. «Nel solco della continuità – spiega il direttore artistico Ghirardini – abbiamo cercato sia di rimanere nell'ambito del teatro popolare, sia di proporre spettacoli più vicini alla contemporaneità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.GAT.
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