23 febbraio 2020

Cultura

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19.01.2020

«WONDER WOMEN» MADE IN BRESCIA

Le opere di Elena Monzo, classe 1981, sono esposte a Berlino«Red hot chili cakes»: 150x100 cm, tecnica mista su tela 2019
Le opere di Elena Monzo, classe 1981, sono esposte a Berlino«Red hot chili cakes»: 150x100 cm, tecnica mista su tela 2019

Oltre l’estetica convenzionale. Oltre la banalità dell’apparente. Equilibrio volutamente precario di contrasti e definizioni per sbriciolare le barriere del senso comune: uomo/donna, civile/incivile, bellezza/bruttezza… dicotomie all’origine di un incontro folgorato lungo la via dell’arte contemporanea. Epicentro: Berlino. Denominatore comune: una critica corrosiva alla cultura di massa. Lui la lacera lasciando aperte le ferite, lei ne decora i lembi con arabeschi glitterati e raffinati ricami dai toni cangianti. L’effetto è divergente e straniante. Deflagrante: istinti, visioni e passioni di William Grob ed Elena Monzo (bresciana, classe 1981) collimeranno negli spazi espositivi della Luisa Catucci Gallery, Allerstrasse civico 38 per chi si trovasse in zona, dove questo è il weekend di inaugurazione di «In assenza di opposizioni binarie». Mostra, aperta fino al 21 febbraio, in cui i due artisti, pur provenienti da background culturali e generazionali diversi, sembrano osservare la realtà con le medesime lenti, delineando un immaginario in cui i dettami della stessa «opposizione binaria» - intesa come «l'idea strutturalista che riconosce la tendenza umana a pensare in termini di opposizione» – vengono smontati e ridefiniti in una dimensione parallela. Di cui Elena Monzo enfatizza i tratti più effimeri e grotteschi. LE SUE ARMI? Matite, colori acrilici, grafite, adesivi, texture, strisce adesive, tessuti multicolor e intarsi dorati, da cui scaturisce un esercito di «Wonder women» che esprimono una sottile intelligenza erotica e al contempo una sensazione di soggettività tormentata: signore selvagge, indipendenti, sessualmente liberate e affatto succubi di convenzioni, dietro cui si agitano i fantasmi della società moderna, con le sue regole evanescenti ma spietate… Che aleggiano, interpretate non senza un pizzico di caustica ironia, anche nella ricerca di Grob, giovane artista svizzero-britannico le cui opere in bilico tra fotografia e interventi pittorici evocano una struggente mediazione fra società ed esperienza individuale. I suoi soggetti sono senzatetto, ubriaconi, anime emarginate, «vittime di un mondo che non ha più verità e risposte ma solo credenze». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Elia Zupelli
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