11 dicembre 2019

Economia

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23.12.2009

«Artfidi» si allea. E va di corsa


 Il direttore Francesco Gabrielli
Il direttore Francesco Gabrielli

Uno spread ridotto, su alcune linee di finanziamento, del 20. È il frutto dell'incontro tra Francesco Gabrielli, direttore di ArtFidi Lombardia, e Aldo Prost, condirettore commerciale di UniCredit, affiancato da Paolo Oradini, della condirezione commerciale di UniCredit di Brescia. «Un risultato - spiega Gabrielli - che dà subito, in modo eclatante, l'idea di cosa significhi essere diventati intermediari finanziari».
Il confidi dell'Associazione Artigiani, dall'ottobre scorso, è il primo - spiega una nota - e, per ora unico, consorzio fidi lombardo a essere vigilato da Bankitalia in base all'articolo 107 della legge n. 385/1993, la normativa che in questi anni ha dato l'avvio a un accorpamento delle realtà del settore, per trasformarle progressivamente da piccole realtà in veri e propri potenti strumenti di accesso al credito da parte delle imprese, oltre che interlocutori attivi nei confronti delle banche. «L'accordo - sottolinea Aldo Prost - conferma la volontà della banca di essere vicina all'imprenditoria lombarda grazie ad azioni mirate e concrete, che possono aiutare le piccole aziende a superare questa delicata fase congiunturale. La Lombardia è, per UniCredit Banca, un territorio storicamente importante: l'intesa ci permette di interloquire con un partner esperto come Artfidi Lombardia» e con numeri importanti.
Le cifre parlano chiaro. A fine novembre scorso ha evaso 2.690 pratiche, pari alla somma complessiva di affidamenti per 172 milioni di euro. A novembre del 2008 le pratiche evase erano state 1.677, per complessivi 88 mln: l'attività - sottolinea la nota - è aumentata del 60%, mentre le somme erogate sono aumentate del 95%. Molto interessanti i dati sull'operatività bresciana. In provincia le pratiche sono passate da 958 del 2008 a 1.418 (+48%): queso significa che il 52% dell'azione di Artfidi Lombardia riguarda quindi il territorio. In forte crescita anche le cifre, da 69,286 milioni di euro del 2008 a 103,627 mln (+49%). Nel rapporto sul totale dei finanziamenti, quelli bresciani valgono il 60%.
«Quando ci chiedevamo, negli anni scorsi - sottolinea Gabrielli -, che senso avesse accorpare le realtà territoriali e raggiungere la soglia prevista dall'articolo 107, si discuteva accademicamente su vantaggi e svantaggi. Oggi la crisi ha detto che fusioni e accorpamenti sono stati frutto di saggezza e hanno garantito, ai confidi che lo hanno fatto, una grande capacità operativa. Per quanto ci riguarda - aggiunge - la crisi non ci ha trovati impreparati e i dati lo confermano in modo evidente e inconfutabile. Con l'accordo con Unicredit, si palesa concretamente anche la risposta alla domanda: perché verso il 107? La risposta è nel rapporto nuovo con le banche, anche con le grandi che, a fronte di un soggetto forte, credibile e vigilato da Bankitalia, abbassano lo spread a vantaggio dell'economia reale e delle aziende».

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