18 febbraio 2020

Economia

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14.02.2020

Comuni e
imprese, 2019 in
profondo rosso

Operai al lavoro in una foto d'archivio
Operai al lavoro in una foto d'archivio

Un 2019 da «profondo rosso». Dai dati della Camera di commercio di Brescia emerge che il numero delle imprese in provincia scende dalle 118.469 iscritte a fine 2018 alle 117.576 di dodici mesi dopo, con un calo che sfiora le 900 unità (893) considerate le cancellazioni d’ufficio. SOFFRONO tutti i settori storici, come dimostra il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni: scendono agricoltura (278 nate e 481 cessate), manifattura (480 e 865), costruzioni (896 e 1.158), commercio (1.021 e 2.129), alloggio e ristorazione (421 e 753), immobiliare (148 e 326). E il «rosso» interessa più Comuni su base annua: nel 2018 saldo negativo in 132 territori (su 206, perché Bienno e Prestine sono ancora considerati autonomi), nel 2019 sale a 141. È positivo solo il 44 Comuni, perché in 21 il numero di nuove aziende è uguale a quelle «scomparse». In controtendenza, invece, il numero degli addetti: 479 mila a fine 2018, diventati 484 mila l’anno dopo. A guidare la «Caporetto» delle aziende è il capoluogo: dopo essersi distinto in positivo nel 2018 (chiuso in attivo di 94 aziende), vede ribaltarsi la situazione con -44 aziende, anche se il numero totale rimane sopra le 24 mila. Male anche Mazzano (-36), Montichiari (-32) e Leno (-29), ma sono ben 40 i Comuni bresciani in cui il saldo è negativo in doppia cifra: tra questi c’è Concesio, nel 2018 terzo in positivo, sceso di 10 unità nel 2019. Desenzano si conferma terreno fertile per le ditte: il saldo è positivo per 29 unità, dopo il +25 segnato l’anno prima. Al secondo posto figura Capriolo (+15; era in «rosso» di 11 dodici mesi prima), al terzo San Paolo con +12, al quarto Paitone che, con +11, chiude la quartina degli unici Comuni in doppia cifra in positivo. A livello provinciale, sulla base dei dati del Registro delle imprese della Cdc, nell’anno appena concluso le nuove iscrizioni di società sono state 6.980 a fronte di 7.906 cessazioni (comprese le 6.658 non d’ufficio). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manuel Venturi
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