19 ottobre 2019

Economia

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26.04.2019

Corazza, 20 anni
con le orchidee
made in Brescia

Massimo Corazza (a destra) con i genitori Flavia e Adriano all’interno dell’azienda a Picedo di Polpenazze
Massimo Corazza (a destra) con i genitori Flavia e Adriano all’interno dell’azienda a Picedo di Polpenazze

È la specialista bresciana delle orchidee: un’azienda arrivata alla terza generazione, partita negli anni ’50 sui Ronchi di Brescia, in seguito approdata sulle colline della Valtènesi per dar seguito a un progetto ambizioso, unico in provincia, completamente dedicato a uno dei fiori più amati del mondo.

«DA SEMPRE siamo floricoltori puri, non florovivaisti - precisa Massimo Corazza, al vertice della Floricoltura Corazza con il padre Adriano e la madre Flavia -. Mio nonno Umberto ha cominciato negli anni ’50 in città, per spostarsi a Padenghe sul Garda nei ’70. Mio padre infine si è trasferito nel 1990 a Picedo di Polpenazze dove anche io sono entrato a pieno regime in azienda nel 1996. Tre anni dopo ho deciso di trasformare la mia grande passione in un lavoro». È nata così, nel 1999, l’idea di concentrare l’attività di coltivazione sulle orchidee, in particolare sugli ibridi di Odontoglossum, che incrociano diverse specie per creare varietà con forme molto diverse tra loro, ben distinte dalle Phalaenopsis che, invece, sono a forma fissa anche se cambia il colore. Altro punto di forza dei Corazza sono le Miltonia e le Paphiopedilum, conosciute anche come Scarpette di Venere. Oltre cento le tipologie disponibili nella sede aziendale nella campagna di Picedo, ventimila metri quadrati di cui quattromila di struttura coperta in ferro-vetro: la produzione si aggira sulle 65 mila piante all’anno, per il 60% collocate a grossisti sia a livello nazionale che europeo, di cui il 20% in Olanda, per il restante 40% vendute al dettaglio direttamente in azienda o nelle principali mostre mercato specializzate italiane. Prezzo medio 25 euro, con punte di 150 euro: il fatturato complessivo si aggira intorno ai 200 mila euro. Quest’anno i Corazza tagliano il traguardo di vent’anni di floricoltura esclusivamente concentrata su questa piccola ma significativa eccellenza del made in Brescia. Il bilancio «è positivo - sottolinea Massimo Corazza -. La specializzazione non è una strada semplice: l’investimento è impegnativo, anche perché è necessario un anno per arrivare al prodotto finito da quando si invasa alla fioritura, cosa che porta a una elevata necessità di stoccaggio che per noi è ormai arrivata a più di 200 mila esemplari. Tante le problematiche: dobbiamo combattere con la grande distribuzione che ci penalizza sotto l’aspetto economico e della qualità, un punto particolarmente critico sono i costi energetici. Inoltre il florovivaismo in genere vive un periodo di flessione importante anche a Brescia dopo la chiusura di Flormercati di cui eravamo soci: da qui la decisione di adeguarci alla ricerca di mercati alternativi sia nel dettaglio che a livello europeo».

NON È UN momento facile per il prodotto voluttuario - aggiunge -, «ma lentamente la nostra scelta comincia a dare frutti, anche perché a Brescia la nostra azienda è l’unica floricoltura specializzata in orchidee, una delle poche a livello lombardo». Parole d’ordine per il futuro: ricerca e innovazione. «Nel corso degli anni ci siamo spostati anche sulle varietà profumate, molti ancora non sanno che diverse orchidee regalano aromi fantastici. L’investimento è costante, sia sotto l’aspetto tecnologico che energetico perché questo il fiore è molto delicato, ogni varietà necessita di cure prestabilite e particolari. Siamo strutturati per garantire una temperatura che, in inverno, non scende sotto i 18° e d’estate non sale sopra i 28°».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Andrizzi
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