27 maggio 2019

Economia

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24.04.2019

Limone e Treviso
Bresciano:
estremi del lavoro

Nel Bresciano 534.545 persone hanno un lavoro fisso. Praticamente il 65,91% della popolazione tra i 15 e i 64 anni che, dati Istat, nel gennaio 2018 era di 811.023 unità. Un valore superiore alla media nazionale, considerando che il tasso di occupazione in Italia è pari al 61,51%. Ad alzare l’asticella ha contribuito in buona parte Limone. Nel paese dove è stato scoperto il gene della lunga vita, è disoccupato meno di un cittadino su dieci: l’indice di occupazione è del 93,41%. In città la percentuale si attesta al 69,93%, mentre il comune dove c’è più disoccupazione è Treviso Bresciano, con solo il 56,16% degli occupati. QUESTO l’affresco che emerge da un’elaborazione de Il Sole 24 Ore su dati Istat. Da questo dataset, Infodata ha estratto i numeri relativi alla frequenza dei redditi da lavoro dipendente o assimilato, autonomo e da imprenditore, analizzando le dichiarazioni dei redditi 2018 (riferite all’anno di imposta 2017), determinando il numero di persone con un’occupazione su base territoriale: questo è stato poi rapportato alla popolazione residente a inizio 2018. Il raffronto è stato fatto con la sola popolazione attiva, quella cioè compresa tra i 15 e i 64 anni di età. Il dato non vuole avere alcun significato scientifico, ma consente alcune considerazioni. In provincia, la «classifica» degli occupati vede al vertice Limone, che stacca di quasi 17 punti Ponte di Legno con il 76,74%. Altri 14 territori - in maggioranza quelli nelle zone della Valcamonica e del Garda - superano il 70%: Vezza d’Oglio, Cerveno, Paspardo, Gardone Riviera, Sirmione, Tremosine, Ome, Tignale, Castel Mella, Moniga, San Gervasio, Losine, Flero e Vallio Terme. In coda, sotto quota 60%, Anfo, Borgo San Giacomo, Bovegno, Longhena, Capovalle, Borno, Collio, Acquafredda, Lozio e, come detto, Treviso Bresciano. Da un’analisi ripartita per zone, il comune della Bassa con più occupati è San Gervasio (70,32%), mentre Acquafredda (58,05%) è in fondo alla lista. In Sebino Franciacorta la graduatoria di zona è guidata da Ome che, con il 71,73%, supera anche Iseo (69,32%). In coda Monte Isola, con il 64,09%. Sul Garda - detto di Limone che non ha rivali, con 695 occupati su 744 residenti nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni -, al secondo posto figura Sirmione con il 72,62%; chiude la classifica Valvestino con il 61,76%. In Valtrompia il top e il flop sono dati da Bovezzo (69,57%) e Collio (58,53%), in Valcamonica da Ponte di Legno (76,74%) e da Lozio (57,14%), mentre in Valsabbia, a parte Treviso Bresciano, in testa c’è Vallio Terme con il 70,92%, in coda Capovalle con il 58,7%. Infine, nell’hinterland al vertice c’è Castel Mella con il 71,05% degli occupati, in coda Montirone con il 65,88%. A LIVELLO nazionale la «mappa» non stupisce. Le regioni del Sud presentano un tasso di occupazione inferiore a quelle del Nord, anche se ci sono zone in controtendenza: è il caso dell’area della Costa Smeralda, in Sardegna, con un’occupazione superiore alla media italiana dovuta, ovviamente, al turismo. Di contro, non è raro trovare al Nord zone con un tasso inferiore alla media: in particolare, nelle province di Varese, Como, Verbania o Imperia. Si tratta di aree al confine con Svizzera o Francia, nelle quali vivono molti frontalieri, ovvero cittadini italiani che dichiarano il reddito dove lo producono, ovvero oltreconfine. C’è infine il curioso caso di una ventina di Comuni, metà dei quali si trovano in provincia di Bolzano, nel quale il numero dei lavoratori è addirittura superiore ai residenti. Secondo Infodata, è possibile che si tratti di persone che continuano ad essere sul mercato del lavoro, pur avendo superato i 65 anni di età. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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