martedì, 18 febbraio 2020
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16.11.2011

Fecondazione assistita: no con malattie genetiche


 Medici al lavoro nel Centro per la fecondazione assistita di Napoli
Medici al lavoro nel Centro per la fecondazione assistita di Napoli

ROMA
Niente fecondazione assistita per chi è portatore di malattie genetica e non vuole rischiare di avere un figlio gravemente malato. Le numerose sentenza in proposito nei tribunali di tutta Italia non cambiano nulla e arrivano le nuove linee guida che rimarcano il principio della legge 40, consentendo questo percorso solo a chi ha malattie infettive che rischiano di essere trasmesse con il sesso (Hiv, Hbv e Hcv).
Con un colpo di coda il Governo uscente tenta di varare le linee guida sulla fecondazione assistita: un atto che aggiorna le ultime direttive emanate nel 2008 dal ministro di allora Livia Turco. Il sottosegretario Eugenia Roccella le ha inviate al Consiglio Superiore di Sanità per un parere obbligatorio. Un tentativo quasi disperato nei tempi perchè gli esperti dell'organo consultivo del ministero dovrebbero lavorare in tempi strettissimi ma anche perchè mancherebbe anche un altro parere da parte dell'Istituto Superiore di Sanità. Ma nelle 43 pagine delle nuove Linee Guida ci sono anche alcune novità che non hanno mancato di accendere polemiche. Fra queste la mancanza di ogni riferimento alle sentenze che negli ultimi anni hanno stravolto alcuni principi della legge. I portatori di malattie genetiche in particolare non potranno fare ancora ricorso alla fecondazione assistita nonostante le sentenze dei tribunali di Salerno, Bologna e Firenze. L'uso delle tecniche è concesso a chi è infertile ma anche a chi è fertile se portatore di malattie infettive come Hiv, Hbv e Hcv. Non si citano le malattie genetiche nonostante i tribunali abbiamo già riconosciuto questo diritto ad alcune coppie fertili che rischiavano di avere figli con grave malattie come la talassemia e la fibrosi cistica.
Sono 16 in tutto le sentenze dei tribunali e per quattro volte la legge è arrivata sul banco della Corte Costituzionale. «Non è stato un golpe» ha replicato Roccella, spiegando che il governo è nel pieno delle sue funzioni e sottolineando che fra le novità c'è invece, così come indicato dalla Consulta con una sentenza, l'eliminazione del limite dei tre embrioni come limite massimo per ogni tentativo di fecondazione.
Roccella ricorda invece che anche il ministro Livia Turco firmò le linee guida a Camere sciolte (anche se il Governo era ancora in carica in attesa delle elezioni).
«Eugenia Roccella, con le nuove linee guida, cancella le decisioni dei Tribunali sulla Legge 40. Sta agendo contro la Costituzione e contro i poteri legittimi delle istituzioni e dei tribunali» afferma l'avvocato Filomena Gallo, segretario dell' associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Tanti, secondo il parere di Gallo «i passaggi delle nuove linee guida che ledono gravemente e palesemente i diritti delle coppie, causando altresì un grosso spreco di denaro pubblico».
Sono appunte escluse le coppie fertili portatrici di malattie come la talassemia e la fibrosi cistica. Si svuota poi di contenuto e competenza il ruolo dell'Istituto Superiore di Sanità e viene applicare un sistema di identificazione e «schedatura dei pazienti che accedono alla fecondazione assistita».
Infine una norma riguarda gli embrioni abbandonati che, per decreto del ministro Sirchia del 2004 sarebbero dovuti essere inviati nella biobanca di Milano, costata circa 700 mila euro e che costa annualmente circa 80 mila euro pur essendo inutilizzata. Dovranno essere conservati, invece, a spese delle Regioni, per motivi che Roccella attribuisce a cavilli legali.

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