06 aprile 2020

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25.03.2020

A Montirone
è finita la tregua:
due vittime

Pasquina ZaniMaria Piozzini
Pasquina ZaniMaria Piozzini

Milena Moneta Altri due montironesi hanno chiuso gli occhi per sempre, due donne questa volta. È morta Pasquina Zani De Poli, che, a dispetto dei suoi 95 era ancora in salute e in piena autonomia, prima che il virus le procurasse rapidamente problemi respiratori. Così venerdì scorso è stata ricovera d’urgenza alla clinica Sant’Anna dove in poco tempo ha ceduto all’infida malattia; è spirata ieri mattina solo quattro giorni dopo. L’altra vittima è Maria, ma per gli amici Marisa, Piozzini, classe 1941 e «questo caso mi inquieta ancora di più e mi pone interrogativi per il fatto che Marisa era stata ricoverata in ospedale e poi dimessa il 15 marzo - afferma il sindaco Eugenio Stucchi- Pensavo fosse guarita, invece dopo una sola settimana è deceduta nella sua casa». Dunque dopo un solo giorno con zero contagi, Montirone torna a pagare un conto altissimo al Covid-19: «Aldilà dei dati ufficiali i lutti ammontano almeno a sedici nel nostro piccolo comune», assicura ancora il sindaco. Domenica c’è stato un altro ricovero, e ieri si sono registrati altri due contagiati, uno di 63 anni e un altro 45 anni. DAVVERO un elenco senza fine, in cui l’età dei malati continua ad abbassarsi, nonostante la disinfezione del sagrato della chiesa, di piazza Manzoni, del parcheggio della farmacia, dell’ingresso della “Macelleria Rv” e degli alimentari Maini, tutti luoghi piuttosto frequentati, nonostante ancora un «avviso pubblico» ad evitare assembramenti in alcuni punti vendita a scapito di altri, di concentrare gli acquisti in un solo giorno della settimana così che la spesa non sia scambiata per una occasione di socializzazione. Domani il sindaco, affiancato dalla polizia locale, batterà a tappeto tutte le aziende del territorio per controllare che il decreto di chiusura sia rispettato, con l’intenzione in caso contrario di stendere verbali senza nessuna indulgenza. E ha deciso inoltre di pubblicare i necrologi sul sito del comune così che i suoi concittadini, senza uscire di casa, possano conoscere chi di loro è venuto a mancare ed esprimere pensieri e condoglianze per i familiari. Ma a questo punto Stucchi apre una questione che lo agita non poco. «Mi sento impotente anche perché poco informato. I sindaci per poter agire non possono aspettare i dati ufficiali che a mio parere arrivano sempre troppo tardi, e da ieri addirittura alle 21 – dice -. Le faccio un esempio, sabato è risultato positivo al Coronavirus un signore titolare di un’aziendina artigianale dove lavorano alcune persone, le quali stanno ancora lavorando come se nulla fosse. E se fossero stati contagiati? E se diffondono il virus? Insomma nel lasso di tempo tra la constatazione di contagio e la comunicazione ufficiale, c’è un vuoto che lascia al virus il tempo di diffondersi. E questa epidemia non la fermiamo di certo così». È piuttosto animato il primo cittadino, ma il suo comune con meno di 5300 abitanti ha già registrato numerosi contagi e un preoccupante numero di morti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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