06 giugno 2020

Italia

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28.03.2020

Nelle farmacie ora è caccia alla clorochina

I medici di base li vogliono sempre di più in prima linea. Loro sono esposti dalla prima ora. Molti si sono ammalati. Ma la polemica su una medicina territoriale non all’altezza dell’emergenza, sguarnita in questi anni, è al centro del dibattito. Soprattutto da quando si è cominciato a dire che serve monitorare di più i pazienti Covid-19, magari paucisintomatici, che sono a casa. I medici di base hanno un protocollo di intervento, che prevede indicazioni di cura precise. Relativo ai comportamenti da tenere con i pazienti per non infettarsi e seguirli adeguatamente. E relativo ai farmaci da somministrare. Uno dei più utilizzati e che pare dare buoni risultati è l’idrossiclorochina. Sempre più medici la prescrivono. Tra l’altro è inserita nelle linee guida della Società italiana di malattie infettive di cui è membro autorevole anche Francesco Castelli, direttore del reparto Infettivi degli Spedali Civili. Il farmaco, che originariamente nasce per contrastare l’Hiv, è stato adottato dal Governo francese in chiave anti coronavirus. Ad averlo promosso è stato il professor Didier Raoult che lo ha testato su campioni di malati. Ultimamente molti medici bresciani lo stanno prescrivendo, pare con discreto successo quando si tratta di affrontare contagi da Covid-19 ancora allo stadio iniziale. Quando cioè i problemi respiratori non sono ancora particolarmente rilevanti. Commercializzato come Plaquenil, in seguito al boom di ricette che lo citano, non è di immediata reperibilità nelle farmacie. «SÌ - CONFERMA Francesco Rastrelli, presidente dell’ordine dei farmacisti - ora è molto richiesto, ci sono tempi non rapidissima di consegna alle farmacie. Ma propri oggi la Cef mi confermava l’arrivo di un grosso quantitativo. Il farmaco ha scontato però un problema legato alle modalità di prescrizione off label, non essendoci il Covid-19 tra le originarie indicazioni d’uso. La disponibilità nelle farmacie insomma c’è, mentre continua ad essere complicata quella dell’ossigeno. Da un lato per l’esponenziale richiesta dei malati a domicilio. Una richiesta moltiplicatasi di dieci volte. Dall’altro dal fatto che le bombole non sono né di facile reperimento né di facile riciclo visto che quando sono utilizzate da pazienti Covid debbono essere sanificate. •

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