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25.06.2009

Garda Uno respinge le accuse

Nei locali di S.Felice ci si arrangia con i bicchieri di plastica
Nei locali di S.Felice ci si arrangia con i bicchieri di plastica

Mentre lavorano fianco a fianco per la bonifica dell'acquedotto di San Felice, Asl e Garda Uno continuano a non concordare su cause e responsabilità dell'epidemia. Fino a ieri mattina l'azienda, che gestisce la rete idrica di questo e di molti altri comuni gardesani, continuava ad affermare che l'acqua risultava potabile in base ai propri controlli interni, anche a quelli svolti fino al 17 giugno, in piena epidemia.
Ieri il direttore generale dell'Asl, Carmelo Scarcella, ha tagliato corto: «Garda Uno può dire quel che vuole, ma l'organo di controllo è l'Asl».
È tuttavia interessante la risposta del direttore di Garda Uno, Franco Richetti, alle novità emerse ieri.
«Abbiamo saputo della presenza dei virus solo dal comunicato stampa diffuso ieri dall'Asl: nessuno me lo ha comunicato direttamente. Attendo di sapere se e quanto questi virus siano resistenti alla clorazione, perchè è con il cloro che noi stiamo bonificando la rete: i normali sistemi di potabilizzazione nulla possono contro i virus», spiega il direttore.
Poi aggiunge: «A noi l'acqua risultava potabile per un semplice motivo: i controlli che noi svolgiamo, e che sono conformi alle norme vigenti, prescrivono analisi batteriologiche, non virali. I batteri sono una cosa, i virus un'altra. E la normativa non prevede da parte nostra analisi che permettano di individuare eventuali virus. Ecco perchè noi non abbiamo individuato i virus: nessuno ci ha chiesto di cercarli e non è un compito che la legge, o la stessa Asl, assegni a noi».
Sull'ipotesi della presa a lago «collassata», scesa troppo vicina al fondale, la smentita è secca: «La presa a lago è sempre stata a quella quota, circa tre metri dal fondale, sia a San Felice sia negli altri Comuni serviti. Ma questo in 30 anni non ha mai dato problemi».
Intanto arriva una novità sul fronte della profilassi. Nel tardo pomeriggio di ieri, su indicazione dell'Asl, il sindaco Paolo Rosa ha firmato un'altra ordinanza che vieta di fare il bagno nelle piscine alimentate dal civico acquedotto.
Colpisce questo arrivo «a singhiozzo» delle prescrizioni igieniche da parte dell'Asl: il 16 si raccomandava al sindaco l'ordinanza di divieto di usare l'acqua per scopi alimentari, il 19 le raccomandazioni sul lavaggio di frutta e verdura, il 22 sull'uso dei servizi igienici, il 24 sull'uso delle piscine.
«Noi attuiamo con prontezza le indicazioni che ci vengono date, non appena ci vengono date - spiega il sindaco Paolo Rosa - : siamo a disposizione delle autorità sanitarie».
Ma il sindaco rivendica anche un ruolo attivo da parte del Comune: «Appena verrano individuate le responsabilità dall'autorità giudiziaria, noi come Comune ci costituiremo parte civile e chiederemo anche i danni ambientali. Intanto - aggiunge il sindaco Rosa - ho scritto al ministero del Turismo, alla regione e alla Provincia chiedendo l'attivazione di un fondo di emergenza per il sostegno e il rilancio della nostra economia turistica. E quando l'emergenza sarà risolta, convocheremo i cittadini in assemblea per riferire, con la massima trasparenza, tutto quello che è successo».V.R.

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