giovedì, 18 aprile 2019
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

03.02.2013

Per il veterano dell'«Iditarod» la sfida all'Alaska è già iniziata

La sfida tra i ghiacci, che parte a fine mese da Knik Lake, è individuale ma serve una squadra d'appoggio
La sfida tra i ghiacci, che parte a fine mese da Knik Lake, è individuale ma serve una squadra d'appoggio

Non è l'impresa impossibile di un runner solitario. Dietro alla traversata dell'Alaska c'è un lavoro di squadra che comincia dalla partenza. Marco Berni è una delle quattro persone al mondo ad aver completato l'Iditarod sino a Nome, sulle due varianti a sud e nord. Ma senza la catena di sponsor e sostenitori, la sua spedizione sarebbe rimasta al palo. Invece la Franciacorta, e più in generale la provincia di Brescia, si sono mobilitate per spingere il 46enne di Monticelli Brusati verso l'ennesima sfida estrema. Ispirata alla celebre corsa con i cani da slitta, l'Iditarod Trail Invitational impone la quasi completa autosufficienza ai partecipanti, camminatori (a piedi o con gli sci), o ciclisti. C'è una partenza: il 24 febbraio da Knik Lake. Ci sono due traguardi: quello intermedio, a McGrath, dopo 560 chilometri, e quello di Nome, lontano 1770 chilometri. Tra il «via» e l'arrivo, una ventina di check-point. Berni, si diceva, è un veterano. Nel 2006 e nel 2009 è entrato nella storia della manifestazione concludendo i due itinerari. Per due volte è arrivato sino a McGrath. Assente da tre anni, l'iron-man vorrebbe ripetersi sul percorso di 1770 chilometri. E per riuscirci, ha allargato la squadra. «Fondamentali l'appoggio della mia famiglia e i consigli del mio preparatore atletico, Marco Rosa - conferma Berni -. Ma per coprire il budget necessario, ho chiesto sostegno ai tifosi e all'agenzia di comunicazione Onoma». Berni cerca sponsor: ricambierà con foto, poster, dvd e t-shirt gli appassionati che lo aiuteranno con una quota minima di 20 euro. Basta cliccare su www.produzionidalbasso.com. Bisogna, però, agire in fretta: tra poco più di dieci giorni si tireranno le somme. Gli allenamenti sono entrati nella fase più intensa. «Là ho lasciato un pezzo del mio cuore - ammette Berni -. L'Alaska è un'amante alla quale non so resistere. Amo sfiorare i miei limiti. Freddo, natura, solitudine e sofferenza: l'Iditarod è un'avventura interiore che mi attrae e mi migliora dal punto di vista spirituale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Regonaschi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sport

Cultura