mercoledì, 28 ottobre 2020
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17.10.2020

Adesso fa paura anche la famiglia

Valentino Rossi stava attentissimo, e allora dove s’è preso il virus? Federica Pellegrini stava attentissima, e allora dove s’è presa il virus? Evidentemente il virus si può prendere anche dove ci si sente sicurissimi, per esempio a casa. Quando esplose la prima ondata, il grattacielo Pirelli di Milano, che noi usiamo come i francesi usano la Torre Eiffel, per mandare messaggi alla nazione, accendeva di notte le lampade di un piano a mezza altezza in modo da comporre questo ordine: «State a casa». Quello fu il grado massimo di allarme, un ordine secco che traduceva un altro ordine che diceva: «Nessuno incontri nessuno». Allora si discuteva se possiamo incontrare gli amici, o almeno i parenti. «Nessuno incontri nessuno» è un ordine difficile da applicare per un popolo dove tutti vorrebbero incontrare tutti, abbracciarli, baciarli. Il nostro più grande valore è la famiglia. Ora però i dati dicono che tanti contagi, troppi contagi, avvengono in famiglia, il luogo che noi consideriamo sicuro per eccellenza è in realtà a rischio per eccellenza. E numerosi sono i focolai rilevanti in ambito familiare. Riflettiamo su di noi. La mia famiglia mi mette a rischio? A mente fredda dico: sì. Ad esempio, la colf mi ha chiesto se deve usare la mascherina e io ho detto di no, la considero una di famiglia, ma in realtà non so come venga da me? E se si contagia? La colf come cavallo di Troia? Io uso la mascherina come i decreti impongono, io rispetto le regole, e quindi proteggo naso e bocca. Come voi. Ma gli occhi? Gli occhi sono una via d’entrata del virus esattamente come naso e bocca. Potremmo pagarla cara. Forse la stiamo già pagando cara. Mi lavo le mani venti volte al giorno. È un tic. Secondo me, benefico. Ci protegge. Ma ora dicono che dovrei anche cambiarmi le scarpe. Quante volte lo faccio? Mai. Se mi becco il virus, me lo merito.

di FERDINANDO CAMON
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