lunedì, 25 gennaio 2021
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25.11.2020

C’è qualcuno
che ha la
coda di paglia

Lo scontro che si è aperto tra la Loggia e la Regione Lombardia sul trasporto pubblico locale con l’assessore regionale Claudia Maria Terzi che arriva ad accusare il sindaco Emilio Del Bono di usare metodi ricattatori, rischia di produrre danni che alla fine verranno pagati dai cittadini bresciani. L’assessore Terzi sostiene che Brescia ha ricevuto i soldi necessari a far funzionare il Tpl, Del Bono replica che Brescia è l’unica provincia lombarda che paga di tasca propria il venti per cento del trasporto pubblico su gomma. Se è così la Regione dovrà spiegare il perché, come fa capire la Loggia, Brescia sia stata e sia ancora penalizzata in questo modo. Ripetiamo: se è stata penalizzata. Ma dietro a questa polemica c’è qualcosa di più e si chiama metropolitana. Detto in parole povere la Regione non ha mantenuto le promesse fatte al Comune di Brescia sui finanziamenti dei costi di esercizio della metro bresciana che anno dopo anno vengono tagliati e ridiscussi alla vigilia della chiusura del bilancio della Loggia. Si è arrivati anche ad una causa tra Comune e Regione, chiusa prima che diventasse esecutiva la sentenza del Tar che dava alla Regione due mesi di tempo per trovare un accordo. Con quei nove milioni di euro pattuiti la Loggia chiuse il bilancio, evitando il rischio dell’esercizio provvisorio. Ma il fatto è che dai 17 milioni l’anno pattuiti all’atto dell’accordo sui costi di esercizio della metro, si è prima scesi a nove milioni e di anno in anno a sei, poi a cinque fino allo zero del prossimo anno. Questo perché la metropolitana di Brescia non è stata inserita nella legge regionale di finanziamento dell’esercizio del Trasporto Pubblico Locale. Eppure nel 2018, proprio il Consiglio Regionale, votò all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiedeva che la metro di Brescia venisse inserita nella legge di finanziamento. Perché non sia successo la Regione dovrebbe spiegarlo.

RICCARDO BORMIOLI
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