sabato, 25 gennaio 2020
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19.07.2019

Italia in panne: o crisi o pace

Si sono messi insieme a Roma, ma la crisi del primo anno - primo anno di Governo - è scoppiata fra Mosca e Strasburgo. «La fiducia è finita, anche personale», sbotta un Matteo Salvini mai così perentorio nei confronti dell’alleato. «Noi colpiti alle spalle, se la Lega vuole tornare con Berlusconi, lo dica», ribatte Luigi Di Maio con altrettanta durezza. Tensione alle stelle, ma le parole non sono (ancora) pietre. Perché i contendenti già si addossano l’uno con l’altro anche l’eventuale responsabilità di una crisi. Entrambi negano la disponibilità a ribaltoni in Parlamento. Il leader del Pd Zingaretti, destinatario di un ipotetico «altro Esecutivo», ripete che, dopo la caduta del Governo da lui auspicata, ci sono solo le elezioni anticipate. E comunque una rottura rivedrebbe in campo il presidente Mattarella, che non si farebbe tirare per la giacchetta da nessuno. Ma perché, allora, volano parole così grosse? Se si dichiara che non c’è fiducia fra alleati, come potrebbero gli italiani fidarsi di chi non si fida? L’origine della scenata è europea. Non la causa, ma il pretesto per rinfacciarsi una complicata convivenza politica, è stato il contrastato voto (sì dei 5Stelle, no della Lega) per Ursula von der Leyen presidente della Commissione Ue. Secondo la versione pentastellata, l’avvenuta spaccatura fra penta-leghisti rischia di indebolire la posizione italiana al momento della scelta del commissario. Nella versione leghista, quel sostegno dato alla candidata di Merkel-Macron, l’egemonia che proprio la maggioranza gialloverde si era impegnata a contrastare, non s’aveva proprio da fare. Ma nell’elenco delle lagnanze spicca l’inchiesta di Milano sui presunti fondi russi ai leghisti. Salvini, che non è indagato, s’è sentito abbandonato dall’alleato. Al quale rimprovera la melina su tasse e infrastrutture, giustizia e autonomia. Pure Di Maio diffida. Si attacca il M5S - dice - «per coprire il caso dei fondi russi». Ma l’Italia non può restare in panne. O la crisi o la pace. Il resto è rissa. www.federicoguiglia.com

di FEDERICO GUIGLIA
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