venerdì, 20 settembre 2019
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10.08.2019

Le incognite per l’Italia

Al di là del linguaggio sguaiato e degli insulti che quotidianamente rimbalzano tra Salvini e Di Maio come fossero una pallina da tennis, bisogna cercare di arrivare al nocciolo delle questioni che riguardano i singoli cittadini e l’Italia nel suo insieme. Il povero premier Conte si affanna a mettere pace tra i due litiganti ma per tentare di farlo deve raccontare un sacco di bugie. Ad esempio ha detto che il governo ha lavorato bene in questo ultimo anno, che ha fatto tanti provvedimenti, e che è sulla buona strada per fare quel «cambiamento» che effettivamente servirebbe al Paese. Ma si tratta di bugie. Infatti l’economia si è fermata fin dall’estate dello scorso anno, ben prima che si manifestasse il rallentamento dell’economia mondiale. Sull’immigrazione si sono fatti provvedimenti di facciata inadatti a risolvere il problema. Le riforme istituzionali che sono state abbozzate, se per caso arrivassero davvero in porto, scasserebbero definitivamente il nostro Stato, già così malridotto. Ora si teme che la crisi di governo possa portare ancora maggiore incertezza e quindi peggiorare le cose. Ed in effetti non è un caso che lo spread sia salito fino a 240 punti e che la Borsa abbia perso quasi il 2,5%. La crisi aumenta l’incertezza su vari fronti: si teme che senza un governo non si possa fare una finanziaria capace di evitare i previsti aumenti dell’Iva, ed ancor meno una riduzione di tasse o di oneri sociali sui lavoratori. Inoltre non partirebbero i promessi investimenti pubblici, mentre quelli privati si bloccherebbero del tutto. E tuttavia la maggiore incertezza non deriva tanto dall’Iva, che certo potrebbe bloccare i consumi, già peraltro in rallentamento perché i cittadini vedono nubi sul loro futuro (che l’attuale governo non ha certo diradato), ma da quello che potrebbe succedere dopo le elezioni. Se, ad esempio dovesse vincere Salvini (...) •>PAG 2

di ERNESTO AUCI
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