domenica, 29 novembre 2020
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

21.11.2020

Rebus per il Natale L’Italia sotto esame

Ma che Natale sarà, il primo dell’era Coronavirus? A quali limitazioni dovremo sottostare nell’interesse nostro e altrui? E come potranno viverlo le famiglie, già sapendo che baci, abbracci e tavolate troppo affettuose, cioè affollate come negli altri anni, non sarà proprio il caso di immaginarli per gli ultimi giorni del 2020, l’anno da archiviare il più in fretta possibile, ma che indimenticabile purtroppo resterà? Considerata la fotografia della Penisola, che per l’occasione si presenta in rosso, giallo e arancione, sarà, al contrario, festa sobria e intima: un Natale essenziale nei valori e nei regali. Se questa facile previsione non fosse il frutto di una scelta di necessità per fermare la drammatica diffusione del virus, che ha seminato morte senza distinzione, in fondo non sarebbe male. Almeno una volta all’anno è bello riscoprire le cose che contano e condividere un po’ d’amore e di felicità sotto l’albero con le persone a noi più care e nel ricordo di chi, purtroppo, non c’è più. Ma quanto tali sentimenti potranno prevalere e quanti doni, spirituali e materiali, riusciremo a dare nella notte più importante dell’anno e della tradizione, non dipende dal Covid-19: dipende solo da noi. Soprattutto a Natale lo Stato saremo noi. Lo testimonia l’inequivocabile monitoraggio sull’andamento dell’epidemia. Ancora tanti nuovi casi e troppi decessi: la situazione resta grave e seria. Ma non mancano indicatori di miglioramento, come l’incoraggiante discesa del famoso Rt, l’indice di potenziale trasmissibilità della malattia. È la conferma che, a forza di mascherine, metro di distanza e mani lavate - la strategia civica delle tre emme - i risultati arrivano. Lenti e faticosi, ma arrivano, anche se non devono indurre in tentazione. Adesso ministri e virologi studiano se sarà possibile in dicembre riaprire le attività chiuse o ridotte e per quanto tempo (una settimana, dieci giorni?) per consentire gli acquisti natalizi e ridare un po’ di ossigeno all’economia colpita con altrettanta durezza dagli effetti della pandemia. Ma anche questa scelta poco dipende dai Dpcm o dalle pur necessarie disposizioni nazionali o regionali. Dipende, sempre più, dal comportamento dei singoli e della collettività. Se si entrerà a turno nei negozi sanificati, se si eviteranno aperitivi di gruppo e balli fuori stagione - come purtroppo è successo in precedenza -, se tutti rispetteranno le misure di buonsenso, le riaperture regolate non saranno un’insidia, bensì un’opportunità. Dunque feste all’insegna della responsabilità: si può fare. www.federicoguiglia.com

di FEDERICO GUIGLIA
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1