giovedì, 13 agosto 2020
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01.08.2020

Se i dati dei Pil fanno tremare

C’era da aspettarselo: l’Italia è in profonda recessione. Il dato del secondo semestre comunicato dall’Istat, vede un calo del Pil del 12,4% che si aggiunge a quello di oltre il 5% del primo trimestre. Per il momento , se non ci sarà una robusta ripresa nella seconda parte dell’anno, il calo della nostra economia per l’intero anno di attesta sul 14,3%. Siamo tornati al livello del ’95, un quarto di secolo fa. È vero che anche gli altri paesi colpiti dal Virus, hanno subito un crollo del Pil di proporzioni drammatiche: in Francia il calo è stato del 13,8%, in Spagna del 18,5%, mentre negli Usa c’è stato un tracollo del 32,9%. Le conseguenze di questo crollo sono spaventose. In Italia si sono persi circa 600 mila posti di lavoro mentre milioni di lavoratori usufruiscono della Cassa integrazione. I mercati finanziari sono in subbuglio: l’oro, bene rifugio per eccellenza, è salito ai massimi da un decennio, le Borse dopo un periodo di recupero basato soprattutto sulla liquidità creata dalle banche centrali, stanno perdendo terreno per il timore che le autorità politiche non siano in grado di fronteggiare rapidamente una recessione così profonda. Il dollaro è molto debole tanto da aver perso in pochi giorni l’8-9% del suo valore nei confronti dell’Euro. Infine lo Spread sui titoli di Stato italiani, che sembrava destinato a scendere sulla scia degli aiuti dell’Europa, è risalito intorno quota 155 punti sopra il Bund tedesco. Il governo cerca di diffondere un po’ di ottimismo dicendo che poteva anche andare peggio, e che comunque già in questi mesi estivi si intravedono segni di miglioramento della situazione. Gli interventi di emergenza hanno certo attenuato il disagio, ma non è distribuendo denaro in assistenza che si pongono le basi per una effettiva e duratura ripresa della nostra economia. Per farlo occorre un grande piano di riforme (...)•>PAG 4

di ERNESTO AUCI
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