giovedì, 18 luglio 2019
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22.02.2019

Se le grandi opere restano congelate

La nebbia torna a fare morti e disastri. Ventitrè anni fa, era sempre febbraio, l’apocalisse sull’A4, ieri sull’A22 tra Verona e Modena: un morto e oltre venti feriti. Autostrada chiusa. Altri incidenti in Lombardia. Con la nebbia non si scherza: prudenza, distanza di sicurezza, velocità moderata. Ma c’è un altro ingrediente di fronte al disastro di lamiere e al bollettino sanitario: la rabbia. Perché proprio quando si gioca a fermare le infrastrutture, quelle poche esistenti si rivelano fragili, inadeguate, non al passo con i tempi. Nel Bresciano, per esempio, da quasi dieci anni si attende il completamento della Corda molle che dovrebbe assorbire il traffico pesante collegando A4 e Brebemi, e forse adesso dopo tanto tempo qualcosa potrebbe muoversi. Era invece addirittura il 2005 quando si annunciava che entro due anni sarebbero iniziati i lavori per la terza corsia tra Verona e Modena sulla A22. Nel 2006, si assicurava l’imminente inizio dei lavori; nel 2007 arrivava il progetto. Dopo 12 anni deve ancora essere realizzata. Ci fosse stata oggi, la terza corsia, forse non saremmo qui a contare vittime e feriti. Ma lungaggini burocratiche e il tiraemolla sul rinnovo della concessione autostradale che il ministro Toninelli vuole accentrare a Roma, hanno bloccato gli investimenti. E l’A22 a due corsie con l’esplosione dell’autotrasporto è evidentemente insufficiente, con una corsia sempre occupata dai Tir. Camion e merci che andrebbero spostati, il più in fretta possibile, sui treni potenziando la rete ferroviaria con quella Tav che però viene frenata ogni giorno di più tra ripicche politiche e speculazioni elettorali, impedendo un vero piano di sviluppo infrastrutturale per un Paese che deve far circolare le merci e vive di export. E per farlo servirebbero più piattaforme intermodali dove i camion (o i container) possano salire direttamente sui treni, togliendosi dalla strada. Ieri da Brescia il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha lanciato un nuovo appello sulla necessità che i lavori per la Tav vengano sbloccati al più presto. E sempre ieri a Transpotec, in Fiera a Verona, sia il viceministro dello Sviluppo Economico, Dario Galli che il sottosegretario all’Ambiente Vannia Gava, entrambi leghisti, assicuravano che la Tav verrà fatta. Ma nelle stesse ore alla Camera veniva approvata una mozione di 5 Stelle e Lega che impegna a ridiscutere integralmente il progetto della Tav Torino-Lione. Oggi le grandi opere tornano dunque nuovamente in freezer. Avanti nella nebbia.

FABIO PELLIZZARI
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