sabato, 25 gennaio 2020
CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

16.07.2019

Taglio delle tasse sfida dal Viminale

Un invito al tavolo non si rifiuta mai. Figurarsi, poi, se nel menu ci sono portate pesanti e imprescindibili: la flat tax fino a 50mila euro di reddito, Quota Cento, Reddito di Cittadinanza, stop all’aumento dell’Iva. Voci che valgono fra i 40 e i 50 miliardi. C’è, però, qualcosa che non torna nel vertice di ieri tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e le 43 sigle sindacali sulla manovra economica. In primo luogo la sede dell’incontro, il Viminale. Qui, di solito, si parla di sicurezza, ordine pubblico, immigrazione. Non era mai successo, fra la prima e la terza Repubblica, che il ministero dell’Interno si trasformasse nella cabina di regia della legge Finanziaria. Da questo punto di vista, il vertice dei sindacati al Viminale segna uno «strappo» istituzionale senza precedenti. Ma non basta. L’affondo del Carroccio ha creato imbarazzo anche nei Cinquestelle che prima hanno abbozzato, sostenendo che tutto sommato, si era trattato solo di un vertice politico. Ma poi, con l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, hanno sparato ad alzo zero contro i sindacati, «colpevoli di aver scelto come interlocutore un politico indagato». Ovvero, l’ex sottosegretario Armando Siri, presente anche sui al tavolone del Viminale. Ma, al di là dell’ennesima lite, le ragioni dell’attivismo di Salvini sono evidenti. Dopo aver fatto il pieno di voti, non è riuscito a capitalizzare il risultato delle Europee e ora, con la brutta tegola del «Russia-gate», il leader leghista si trova per la prima volta - da quando ha siglato il contratto dell’esecutivo - a giocare in difesa. Il problema, però, è che nel frattempo il Paese rischia di restare bloccato dai veti incrociati, con i due partiti della maggioranza che non solo non si parlano ma che, quando si incontrano, non fanno altro che litigare. In questa situazione farebbero un errore molto grave le parti sociali a farsi trascinare nei conflitti interni dell’esecutivo tifando per l’uno o l’altro partito. Il dialogo sociale è importante. Ma ancora più importante è chiedere un esecutivo all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

di ANTONIO TROISE
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1