martedì, 19 gennaio 2021
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22.11.2020

Via ai nuovi aiuti ma serve un piano

Ancora una boccata d’ossigeno. Necessaria e inevitabile per fare fronte alla più grave crisi sanitaria, economica e sociale degli ultimi decenni. Il Consiglio dei ministri ha dato il suo via libera all’ennesimo scostamento del bilancio pubblico, circa 8 miliardi che si sommano ai quasi 2 miliardi del decreto ristori ter, destinati alle categorie più colpite dalle ultime misure anti-contagio. La prossima settimana, poi, dovrebbe essere approvato un ulteriore provvedimento che sospenderà le tasse per le imprese fino a 50 milioni di fatturato che hanno subìto perdite per almeno il 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Non è ancora chiaro se la misura riguarderà tutto il Paese o solo le zone rosse. Ma si sa già quanto costerà: circa 5 miliardi. Il conto del Covid diventa sempre più pesante. Quest’anno, se le previsioni saranno rispettate, il rapporto deficit-Pil sfiorerà l’11%, quasi quattro volte quello fissato dai parametri di Maastricht, che nel frattempo Bruxelles ha abolito. Più preoccupante è, però, l’incidenza della pandemia sul debito pubblico, che è volato al 160%, un livello ai limiti della sostenibilità. Insomma, un’emergenza nell’emergenza. È vero che il diritto e la tutela della salute vengono prima di ogni altra cosa. E nessuno si sogna di mettere in discussione la necessità di aiutare le categorie più deboli. Ma è essenziale non perdere di vista neanche l’altro aspetto del problema, vale a dire quello di accelerare il più possibile la crescita. C’è grande attenzione (e preoccupazione) su quello che succederà nelle prossime settimane, durante il periodo natalizio, tradizionale volano per i consumi e l’economia. Sarà un Natale «sobrio», ha avvertito Conte. Bisognerà verificare quanto l’austerità imposta dall’epidemia si scaricherà sul nostro Pil. Il leader della Confindustria, Bonomi, non nasconde (...) •>PAG 4

di ANTONIO TROISE
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