05 giugno 2020

Lettere

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05.04.2020

Brescia merita di più

Gentile direttore, la pandemia che ha colpito il nostro Paese ed in particolare il nostro territorio è qualcosa di inimmaginabile anche solo fino ad un mese fa. La vita di ciascuno di noi è stata sconvolta in ogni ambito personale e sociale. Ognuno ha dovuto modificare il proprio stile di vita, le proprie abitudini lavorative, la frequentazione dei luoghi abituali e ogni forma di socialità. La stragrande maggioranza delle persone ha osservato diligentemente le prescrizione delle autorità competenti, contribuendo così alla riduzione della diffusione di questo maledetto virus. Brescia ed i bresciani hanno capito sin da subito la gravità del problema e si sono attivati con varie opere di solidarietà. Hanno dato il via a una serie di raccolta fondi per gli ospedali del territorio, hanno convertito la produzione delle imprese per aiutare il personale medico in carenza di mascherine, hanno attivato la grande rete di cooperazione sociale della quale andiamo tutti fieri per sostenere gli anziani, le persone sole e le famiglie colpite da un lutto. Abbiamo tirato fuori il meglio di noi stessi, ciascuno secondo il proprio talento e possibilità. Una cosa, però, è risultata evidente a tutti: la mancanza della dovuta attenzione da parte delle istituzioni statali e dell’informazione di questo Paese. Nonostante gli accorati appelli per una maggiore attenzione dei tanti straordinari sindaci colpiti da questa emergenza (in primis il sindaco Del Bono), a Brescia è stato riservato ben poco. Definita in molte occasioni come una piccola provincia lombarda a vocazione industriale, ha quasi sempre goduto di uno spazio ridotto sugli organi di informazione nazionale e comunque mai all’altezza della vera tragedia che stava vivendo. Una città allo stremo, nonostante un sistema sanitario collaudato ed estremamente strutturato. Una provincia che oggi conta oltre 1400 morti in un mese a causa di questo virus, con centinaia di famiglie distrutte dal dolore. Brescia è stata per tanti anni una città all’avanguardia, sotto tanti punti di vista, e riconosciuta per questo. Dal dopoguerra in avanti ha dimostrato di essere sempre in prima linea, eccellendo in ambito economico (pensiamo al tessuto imprenditoriale caratterizzato da piccole e medie imprese), in campo sociale (cooperative, associazioni, realtà di muto soccorso, tutto il mondo cattolico), in ambito infrastrutturale (tangenziali, metropolitana, raccordi autostradali), in ambito politico (molte le figure autorevoli del passato di profilo nazionale tra le quali Boni, Fontana, Martinazzoli, Pedini), in ambito editoriale e bancario. Se oggi ci troviamo in questa situazione, evidentemente qualcosa non funziona da tempo. Se ci troviamo quasi da soli ad affrontare una crisi così profonda, evidentemente è venuto meno il legame forte che Brescia ha sempre avuto con il Paese. Scontiamo l’assenza di una vera rappresentanza politica a livello nazionale, di una rappresentanza autorevole, competente e in grado di essere ascoltata. Abbiamo eletto parlamentari che, tranne qualche rara eccezione, non rispondono a nessuno. Nelle migliori delle ipotesi, solo a loro stessi. Parlamentari che dovrebbero guidare la città oltre la crisi e invece sono a rimorchio della stessa dimenticandosi che «dove c’è potere dev’esserci responsabilità». Mai come in questa occasione si è capito quanto conti davvero la politica intesa come servizio al bene comune. Dove la classe dirigente si rimbocca le maniche e si attiva con tutte le sue forze, per tracciare una via di uscita. Senza lasciare mai soli i cittadini. Così non è stato ed è molto triste. Superata questa tragedia, dopo aver ricordato i nostri defunti e aver riaperto le aziende, sarà necessaria una profonda riflessione sul ruolo di Brescia nel panorama nazionale. Bisognerà ripensare le modalità di formazione e di selezione della classe dirigente. Mettere da parte una volta per tutte gli slogan ed entrare nel vivo delle questioni. È necessario ripartire dalle esperienze dei sindaci e dei tanti amministratori del territorio e aprire un tavolo di confronto alla ricerca di nuove idee di ampio respiro e nuovi progetti per il rilancio della città e della provincia. Brescia se lo merita! Emanuele Busi Alessandro Macca BRESCIA

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