27 febbraio 2020

Lettere

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16.01.2020

Celibato, suore e sacerdozio

Egregio direttore, in merito alla proposta di concedere il sacerdozio a uomini sposati, nel suo nuovo libro il Papa emerito Benedetto XVI critica esplicitamente una proposta arrivata dalla fazione più progressista della Chiesa, sostenendo che «lo stato coniugale riguarda l’uomo nella sua totalità: e dato che servire il Signore richiede tutte le risorse di una persona, non sembra possibile che le due vocazioni si realizzino contemporaneamente». In un altro punto del testo, ribadisce anche che il celibato dei sacerdoti debba essere considerato «una necessità». Occorre in ogni caso tenere presente che la spinta innovativa è partita per sopperire alla mancanza di vocazioni; i preti sono sempre meno e questo dato potrebbe indurre comunque a fare delle scelte all'insegna del cambiamento: fare in modo ad esempio che per libera scelta le suore che abbiano almeno alcuni anni di servizio possano iniziare un percorso teologico per accedere al sacerdozio. Sì: le suore che similmente ai sacerdoti hanno scelto il nubilato per essere totalmente al servizio di Dio? Una soluzione che non lascia spazio a tentennamenti, e che potrebbe dare una svolta significativa, nel mettere a servizio della Chiesa le preziose energie delle donne che per amore del Signore e del prossimo sono nei conventi ed in numerose strutture, collegi, orfanotrofi, ospedali, ospizi ed asili dei territori di tutto il mondo. Non ha favorito l'accesso al ministero sacerdotale per le donne l'evidenza evangelica della scelta dei dodici apostoli tutti maschi fatta da Gesù che però fu dettata dal contesto giudaico del tempo, in cui prevaleva la maggiore disponibilità e libertà per gli uomini rispetto alle donne, che difficilmente avrebbero potuto avvalersi della libertà di seguire un Maestro. Ma direi che per le donne sia a questo punto maturo un contesto attuale ben diverso. Claudio Maffei

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