01 aprile 2020

Lettere

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19.02.2020

I veri fondatori dell’acciaieria

Egregio direttore, con riferimento alla lettera «Vobarno, ricordi e tanta nostalgia» del signor Paolo Corsini pubblicata il 17 febbraio su Bresciaoggi, mi permetta di segnalare l’errore dello stesso ove si afferma che l’Acciaieria di Vobarno è stata voluta e realizzata all’inizio del secolo scorso per interessamento dell’imprenditore milanese Giorgio Enrico Falck. Infatti, ad onor del vero, solo in un secondo tempo l’Acciaieria di Vobarno venne acquistata dalla famiglia Falck dal finanziere milanese Migliavacca che a sua volta l’aveva acquistata dai veri fondatori e cioè dal cavaliere del lavoro ingegner Cesare Deretti e dal suo socio Ferrari della Valsabbia, ambedue grandi garibaldini. Va ricordato che l’ingegner Cesare Deretti, allo scopo di fornire l’energia idraulica necessaria all’Acciaieria, imbrigliò il lago d’Idro nei pressi di Vestone come si può notare anche ai giorni nostri. L’ingegner Cesare Deretti, che riposa nel cimitero di Brescia a lato del suo amico Giuseppe Zanardelli, condivise con lo stesso l’impegno, tra l’altro, di sviluppare la rete ferroviaria in Lombardia attraverso la progettazione della linea Brescia-Cremona e della linea Brescia-Trento che per vicende avverse non potè essere realizzata ma che era destinata a supportare concretamente lo sviluppo anche dell’Acciaieria di Vobarno. Negli scorsi giorni ho seguito con molto interesse la puntata del programma di Paolo Mieli su Rai Storia relativa alla vita di Giuseppe Zanardelli nella quale si è dato risalto alla grande azione politica del nostro unico presidente del Consiglio in favore dello sviluppo di tutta l’industria bresciana, in primis di quella siderurgica e del marmo, nonché dello sviluppo delle infrastrutture e delle ferrovie. dr. Cesare Cologna Deretti TORBOLE CASAGLIA

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