08 dicembre 2019

Lettere

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15.11.2019

Il futuro incerto del lavoro

Egregio direttore, come lavoratori dell’Iveco di Brescia, ora alle prese con un incerto futuro frutto di scelte precise da parte dei nostri padroni Agnelli /Elkann e di manovre speculative sempre più sfacciate, esprimiamo la più totale solidarietà e sostegno a tutti i lavoratori ex Auchan ora acquisiti da Conad che vedono a rischio il loro posto di lavoro. Viviamo in una società capitalista giunta al massimo della sua barbarie. Fino a qualche decennio fa il capitalismo aveva principalmente l’obiettivo di fare profitto producendo merci e quindi aveva bisogno di manodopera. Oggi il capitalismo in crisi, che raggiunge limiti storici nelle sue possibilità di crescita e di fare profitti vendendo merci, diventa ancora più selvaggio mettendo al centro i profitti fatti con il mercato finanziario e speculativo. La bussola che guida i capitalisti è che le azioni in loro possesso fruttino un profitto maggiore: se comprano il titolo a 10 il loro obiettivo è che vada a 11, 12, 15, 20 il prima possibile. Nelle inumane regole del mercato questo significa anche ridurre quello che chiamano «il costo del lavoro». Non vanno a ridurre i premi dei manager, vanno sempre a toccare i lavoratori, abbassando i salari e allungando gli orari e flessibilizzandoli (magari minacciandoli di delocalizzare se non accettano queste imposizioni), smantellando i nostri diritti conquistati nel passato, oppure licenziando o chiudendo interi stabilimenti. Anche i supermercati sono quotati in borsa e devono fare quel tipo di profitto, come è successo con le banche qualche tempo fa: nei giri di valzer delle varie fusioni, in ossequio alla logica del profitto, chi ci rimette il posto sono migliaia di lavoratori. Ora succede a voi lavoratori ex Auchan e ora Conad, che rischiate il posto di lavoro perché nell’ottica di fare salire i titoli finanziari devono ridurre i costi e per loro l’essere umano è un costo, non gliene frega niente se dietro a questo essere umano c’è anche una famiglia o un potenziale cliente. Vi parliamo come operai Iveco che, come saprete, stanno vivendo una situazione particolare. È in corso la riorganizzazione societaria di tutto il gruppo CNHI, di cui Iveco fa parte, e questo sta già portando alla chiusura di uno stabilimento a Pregnana Milanese, a ridimensionarne altri in Italia e a lasciare Iveco Brescia nell’incertezza dell’assenza di uno straccio di piano industriale, rimandando le decisioni sul nostro destino di 9 mesi! A questo aggiungiamo l’ulteriore preoccupazione in merito alla recentissima fusione fra PSA e FCA, fusione che sta producendo dei maxi profitti per i padroni sia italiani che francesi, mentre al contrario lascia i lavoratori dei due gruppi nella più totale incertezza sul loro futuro. Tutto questo ci fa sentire molto vicino a voi in questo momento. Allora non vogliamo dirvi «in bocca al lupo», ma semplicemente di continuare a lottare, perché, come sta insegnato la vertenza Whirlpool a Napoli, con la lotta e la determinazione tutto può essere rimesso in discussione. L’importante è non mollare: non cedete, date l’anima, spaccate il mondo, non siate passivi neanche un momento, non delegate ma siate protagonisti della battaglia, fate di tutto con le unghie e con i denti, per salvare il vostro posto di lavoro! Lavoratori Iveco Brescia, aderenti al Comitato Futuro Iveco (MAURIZIO BIENA PORTAVOCE COMITATO IVECO)

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