12 dicembre 2019

Lettere

CHIUDI
CHIUDI

Chiudi

26.10.2019

La vera natura di un partito

Gentile direttore, l’ennesima scissione che ha riguardato il Partito Democratico, partito al quale appartengo in maniera convinta, mi ha suscitato una piccola e modesta riflessione. Sono consapevole che questi temi non suscitano interesse nella cittadinanza, ma sono però convinto dell’influenza che hanno sulla convivenza democratica e sulla vita stessa dei cittadini. Cosa è un Partito? Esistono ancora i Partiti così come la Costituzione recita: «tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale»? Si possono definire «Partito» quelle associazioni politiche che non utilizzano un metodo democratico nell’organizzare la loro vita interna? O sarebbe meglio definirli, legittimamente, movimenti o addirittura partiti personali? E ancora, quanti sono in Italia i Partiti che celebrano regolari congressi democratici? A questa domanda possiamo rispondere facilmente: solo uno, forse. Ed infine, in un partito, quali sono le idealità che permettono una visione comune e quali sono i confini oltre i quali lo stare insieme viene meno? Oggi la leadership, esercitata in maniera forte, pesante e vincolante, è divenuta sempre più prevalente a scapito dello stare insieme e dei valori condivisi; i personalismi spesso predominano e la crisi della politica si specchia sempre di più in una società dove l’ «io» è diventato la bussola principale, relegando in secondo piano il «noi». Dove questo «noi» sta a significare condivisione costruita con fatica, competenza e abnegazione. Dal mio punto di vista un partito che pensi al futuro dovrebbe avere un forte e autonomo sistema di valori, una propria visione generale e un’idea sul progresso sociale di un’intera comunità. Non mi sfugge, inoltre, l’importanza che nel tempo ha assunto il peso del leader; leadership che però non va confusa con la vita stessa della comunità che si intende rappresentare. Bisognerebbe quindi accettare che nello stesso partito possano convivere proposte concrete ed operative diverse. In alternativa ad ogni pie’ sospinto avremo la fondazione di un nuovo soggetto politico. In definitiva, quelli che pensano di avere sistema di valori, visione generale e modelli sociali diversi da quelli dei partiti di cui hanno sempre fatto parte, fanno bene a cercare nuovi orizzonti politici. Tornando alla stretta attualità che riguarda il Partito Democratico, io penso invece che le divergenze in atto siano compatibili con una sana e corretta dialettica interna ed essendo consapevole delle difficoltà e del difficile passaggio al quale stiamo andando incontro, ritengo che il Partito Democratico sia ancora lo strumento da utilizzare per far fronte alle criticità del nostro vivere quotidiano, perché come diceva Mino Martinazzoli, l’orizzonte è forse sconsolante, ma dobbiamo avere la forza di guardare non al centro della scena rumorosa, ma piuttosto alla profondità, perché lì sappiamo che le cose durano e sono, di solito, quelle vere. Alessandro Duina CONCESIO

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1